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Nuovi attacchi USA in Iran: la risposta di Teheran e le conseguenze nello Stretto di Hormuz

Nuovi attacchi USA in Iran: la risposta di Teheran e le conseguenze nello Stretto di Hormuz

Gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi attacchi contro l'Iran per ridurre la minaccia alla navigazione nello Stretto di Hormuz. Teheran risponde colpendo basi USA in Bahrein e Kuwait.

La tensione tra Stati Uniti e Iran è nuovamente esplosa nello Stretto di Hormuz, una delle vie di navigazione più strategiche al mondo. Gli attacchi americani contro obiettivi iraniani, ordinati dal presidente Donald Trump, hanno scatenato una serie di rappresaglie da parte di Teheran, con conseguenze che potrebbero avere ripercussioni globali.

Le operazioni militari statunitensi, condotte dal US Central Command (CENTCOM) hanno preso di mira infrastrutture militari iraniane con l’obiettivo di ridurre la capacità di minacciare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

Gli attacchi, avvenuti alle 23:00 ora italiana hanno colpito sistemi di difesa aerea, radar e imbarcazioni utilizzate dalle Guardie Rivoluzionarie iraniane.

Gli attacchi USA e le dichiarazioni di Trump

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva annunciato in anticipo l’intenzione di colpire duramente l’Iran. Su Truth il suo social network, Trump ha dichiarato: “Questa è una rappresaglia per il bombardamento di navi da parte dell’Iran avvenuto ieri.

Se dovesse succedere di nuovo, la situazione peggiorerà notevolmente!”. Le esplosioni sono state segnalate in diverse località del sud dell’Iran, tra cui Bandar Abbas e Sirik vicine allo Stretto di Hormuz.

Secondo il CENTCOM, sono stati colpiti oltre 90 obiettivi tra cui piste aeroportuali e lanciatori missilistici. Le immagini dei bombardamenti, diffuse dal comando militare americano, mostrano attacchi mirati contro infrastrutture chiave.

La risposta dell’Iran e le minacce di Teheran

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno risposto agli attacchi statunitensi colpendo basi militari USA in Bahrein e Kuwait. Secondo la televisione di stato IRIB i missili e i droni iraniani hanno preso di mira infrastrutture e impianti chiave nelle basi di Arifjan e Ali Al Salem in Kuwait, e di Juffair e Sheikh Isa in Bahrein.

Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore di Teheran, ha avvertito gli Stati Uniti: “L’America non ha ancora imparato che l’arroganza e la mancanza di lealtà non sono più gratuite. Non sprecate energie, che affonderete ancora di più”. Le parole di Ghalibaf sono state riprese anche dall’agenzia iraniana Fars.

Esplosioni in Bahrein e Kuwait

Diverse esplosioni sono state udite in Bahrein dopo l’attivazione delle sirene antiaeree. Un giornalista di AFP presente sul posto ha testimoniato le detonazioni, avvenute dopo le minacce delle Guardie Rivoluzionarie iraniane. Anche in Kuwait le autorità hanno invitato i cittadini a raggiungere i rifugi più vicini.

Le implicazioni globali e le dichiarazioni della NATO

Il segretario generale della NATO Rutte, ha dichiarato che la risposta degli Stati Uniti era necessaria dopo gli attacchi iraniani contro tre petroliere nello Stretto di Hormuz. Il vicepresidente americano JD Vance ha affermato che gli Stati Uniti risponderanno militarmente se l’Iran tenterà di chiudere lo Stretto.

La situazione è ulteriormente complicata dalle dichiarazioni di Trump al vertice della NATO ad Ankara, dove ha criticato alcuni paesi europei e lodato il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan. Trump ha anche annunciato che la decisione sul ritiro delle truppe americane dall’Europa dipenderà dalla situazione in Groenlandia e in Iran.

Mentre il mondo osserva con preoccupazione, le tensioni tra Stati Uniti e Iran continuano a crescere, con possibili ripercussioni sulla stabilità regionale e globale.

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