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Obesità come malattia: nove mesi dopo la legge 149 del 2026 si discute l’attuazione

Obesità come malattia: nove mesi dopo la legge 149 del 2026 si discute l’attuazione

Dalla legge 149 del 2026 a incontri istituzionali tra Roma e il Senato: esperti, politici e associazioni discutono l’attuazione per garantire un servizio di cura equo per tutti i pazienti e valutano l’impatto sul Servizio Sanitario Nazionale.

L’Italia ha compiuto un passo legislativo significativo con l’approvazione della legge 149 del 2026 che ha riconosciuto l’obesità come una patologia progressiva e recidivante. Nei mesi successivi si sono svolti appuntamenti pubblici importanti per tradurre quel riconoscimento in percorsi di cura concreti: tra questi l’ottavo Italian Barometer Obesity Forum tenutosi a Roma e un convegno al Senato che ha riunito istituzioni, società scientifiche, regioni e associazioni di pazienti.

Il dibattito si è concentrato sulle principali criticità da risolvere per attuare la norma: integrazione dei nuovi trattamenti farmacologici nei percorsi di cura del Servizio Sanitario Nazionale equità di accesso ai servizi e sostenibilità economica delle misure. Nei diversi interventi è emersa la necessità di passare dall’affermazione normativa all’effettiva erogazione di servizi specialistici e programmi di prevenzione.

Interventi istituzionali e richiami alla prevenzione

All’iniziativa al Senato l’onorevole Raoul Russo ha sottolineato che l’obesità non deve essere considerata solo uno stigma sociale ma una vera e propria patologia collegata a molteplici altre condizioni, come quelle metaboliche, oncologiche e cardiovascolari. Russo ha evidenziato che intervenire efficacemente sull’obesità significa agire anche sulla qualità di vita dei cittadini e sull’uso delle risorse sanitarie, richiamando l’attenzione su una strategia che integri prevenzione e terapia per qualificare la spesa sanitaria.

Il ministero della Salute rappresentato dal ministro Orazio Schillaci durante il convegno, ha posto l’accento sulla centralità della prevenzione nel contrasto all’obesità. Schillaci ha definito la legge come «una legge molto importante» e ha richiamato l’impegno del Ministero nel promuovere stili di vita sani e misure preventive per contenere l’impatto delle malattie croniche sul Sistema sanitario.

Ruolo delle associazioni e della comunità scientifica

Il forum di Roma ha visto la partecipazione di rappresentanti delle associazioni pazienti, tra cui Eligio Linoci presidente de La Mattina dopo Aps e vicepresidente della Fiao – Federazione italiana associazioni obesità. Linoci ha richiamato l’urgenza di trasformare il riconoscimento giuridico dell’obesità in percorsi assistenziali accessibili: «Garantire un servizio di cura equo per tutti i pazienti», ha rimarcato, indicando come priorità l’implementazione pratica della legge.

Anche la comunità scientifica ha espresso un punto di vista pragmatico: Pierluigi Russo direttore tecnico scientifico dell’Aifa ha osservato che l’evoluzione terapeutica, con l’arrivo di nuove classi di farmaci attivi nella gestione dell’obesità, richiede un’attenta integrazione di tali opzioni all’interno del modello di assistenza pubblica. Ha definito il percorso come complesso, evidenziando la necessità di ponderare l’impatto epidemiologico e i riflessi sul sistema di finanziamento pubblico.

Impatto economico e sostenibilità

Durante gli incontri è stato presentato un quadro dei pesi economici attuali: la spesa complessiva legata all’obesità raggiunge numeri significativi, con importi già a carico del Servizio Sanitario Nazionale nell’ordine di centinaia di milioni. Nello specifico è stato ricordato che la spesa complessiva attuale ammonta a circa 1 miliardo e 2 di cui oltre 700 milioni sono sostenuti dal Servizio Sanitario Nazionale, a riprova della rilevanza finanziaria del tema e della necessità di politiche di prevenzione e razionalizzazione della spesa.

Il ragionamento politico e tecnico si è

Forum a Roma e il ruolo delle associazioni pazienti

L’ottavo Italian Barometer Obesity Forum a Roma ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, esperti e organizzazioni della società civile. L’appuntamento è servito a mettere in luce esigenze pratiche dei pazienti e a proporre modelli organizzativi per far sì che la legge non resti solo un riconoscimento teorico ma diventi uno strumento di cura effettivo. Come è stato rimarcato durante gli interventi, sull’obesità infantile e giovanile oggi serve una sola cosa: azione con politiche mirate e investimenti in prevenzione e trattamento specialistico.

Nei prossimi mesi l’attenzione rimarrà puntata sull’attuazione delle norme, sulla definizione dei percorsi assistenziali e sull’integrazione delle nuove opzioni terapeutiche nel quadro del Servizio Sanitario Nazionale con l’obiettivo di garantire accesso equo e sostenibile a tutte le persone che vivono con l’obesità.

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