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Omicidio Sergiu Tarna, un video tra i possibili moventi: "Era il timore di Riccardo Salvagno"

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Un video compromettente e rapporti tesi al centro dell’omicidio del barman Sergiu Tarna: cosa è emerso dalle indagini.

L’omicidio del barman Sergiu Tarna, ucciso la notte di San Silvestro, ha scosso Venezia, aprendo scenari che vanno oltre contrasti personali e questioni di droga, coinvolgendo segreti privati e minacce che hanno trasformato rapporti in tragedia.

L’omicidio di Sergiu Tarna e le indagini: dalla fuga alla scoperta del colpevole

La tragedia si è consumata nella notte tra il 30 e il 31 dicembre: intorno alle 2.15, dopo una telefonata di breve durata, Tarna sarebbe stato costretto a salire in auto con l’aiuto di un complice ancora ricercato.

Mezz’ora più tardi, il giovane sarebbe stato ucciso con un colpo di pistola alla testa in un campo di Malcontenta.

I carabinieri di Venezia stanno verificando la ricostruzione, che combina testimonianze di amici della vittima e confessioni parziali dell’indagato, senza escludere altre piste come il traffico di droga o rivalità sentimentali legate a una donna frequentata da entrambi.

L’arresto di Riccardo Salvagno, originario di Chioggia e con un passato da vigilante privato oltre al ruolo di agente della polizia locale, è stato possibile anche grazie ai telefoni di Tarna, trovati ancora in suo possesso. Le indagini, coordinate dal procuratore Stefano Ancilotto e dal pm Christian Del Turco, continuano a chiarire le motivazioni che hanno portato alla drammatica fine del 25enne, ritrovato già morto il 31 dicembre in un’area tra Fusina e Vallone Moranzani.

“Era il timore di Riccardo Salvagno”. Omicidio barman, si indaga su un presunto video a sfondo sessuale

Dietro la morte di Sergiu Tarna, il giovane barman moldavo di 25 anni assassinato nella notte di San Silvestro, emergono dinamiche più complesse di quanto inizialmente emerso. Secondo gli inquirenti, come riportato dal Corriere del Veneto, al centro del delitto non ci sarebbero soltanto conflitti personali, tensioni sentimentali o questioni legate alla droga, ma anche un video a contenuto sessuale che coinvolgerebbe Riccardo Salvagno, il 40enne ora accusato dell’omicidio.

Durante l’interrogatorio davanti al gip Claudia Ardita, Salvagno avrebbe parlato di “vicende personali” per spiegare i rapporti deteriorati con Tarna, ma gli investigatori ritengono che la vera causa scatenante fosse la paura che quel filmato potesse essere diffuso o usato come ricatto, minacciando la sua reputazione e la posizione lavorativa.

La tensione sarebbe degenerata in messaggi intimidatori inviati il giorno di Natale e discussioni accese nei giorni successivi, anche alla presenza di un pusher a cui Tarna doveva denaro, fino al tentativo di conciliazione il 30 dicembre, finito nel peggiore dei modi.