La tragica morte di Alessandro Ambrosio, capotreno accoltellato a Bologna, ha scosso la città e avviato un’indagine approfondita sulla dinamica dell’aggressione. L’omicidio ha portato al fermo del sospettato, Marin Jelenic. In queste ore è stato trovato un coltello, ritenuto l’arma del delitto.
Dettagli sull’omicidio del capotreno e i risultati dell’autopsia
Stando alle indiscrezioni riportate da Sky Tg24, l’autopsia sul corpo di Alessandro Ambrosio, il capotreno di 34 anni assassinato a Bologna, ha evidenziato che il giovane è stato colpito da un unico fendente alle spalle. La lama, di notevole profondità, avrebbe penetrato fino all’impugnatura, raggiungendo l’arteria polmonare e causando un massiccio sversamento di sangue che ha provocato la morte in brevissimo tempo.
Secondo il medico legale Elena Giovannini, incaricata dal pm Michele Martorelli, il taglio misurerebbe circa quattro centimetri e conferma la forza e la precisione del colpo, che ha attraversato i vestiti della vittima senza che ci fosse stata alcuna colluttazione con l’aggressore.
Omicidio capotreno, trovato un coltello vicino al luogo del delitto
Un coltello, potenzialmente l’arma del delitto, è stato rinvenuto durante un sopralluogo vicino al luogo dell’aggressione, in un’area che coincide con il percorso ipotetico seguito dall’indagato, il croato Marin Jelenic. Come riportato da Mediaset Tgcom24, l’oggetto sarebbe stato trovato nel punto in cui l’uomo si sarebbe nascosto per evitare di essere notato da un testimone che poi ha dato l’allarme.
Gli esperti ora analizzeranno la lama per rilevare impronte digitali e tracce biologiche, confrontando eventuali residui di sangue con quello della vittima.
Nel frattempo, Jelenic, fermato il 6 gennaio a Desenzano del Garda, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’udienza di convalida del fermo, in attesa di parlare con il magistrato titolare dell’inchiesta a Bologna.