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Papa Leone telefona a Zelensky, Trump attacca il leader ucraino: l'appello per Oleshky

Papa Leone telefona a Zelensky, Trump attacca il leader ucraino: l'appello per Oleshky

Papa Leone telefona a Zelensky per favorire una tregua a Oleshky e consentire l'evacuazione dei civili. Intanto, Trump torna ad attaccare il presidente ucraino e difende la sua linea sulla Russia.

Papa Leone XIV intensifica gli sforzi diplomatici per favorire una tregua in Ucraina e mettere in salvo i civili intrappolati a Oleshky, mentre Donald Trump torna ad attaccare Volodymyr Zelensky. Al centro della crisi ci sono i negoziati per l’evacuazione della popolazione e le tensioni internazionali sulla strategia da seguire per porre fine alla guerra.

Papa Leone telefona a Zelensky per Oleshky: la richiesta di una tregua e l’evacuazione dei civili

Papa Leone XIV prosegue il suo impegno diplomatico per la pace in Ucraina e ha avuto un colloquio telefonico con Volodymyr Zelensky, dopo aver contattato nei giorni precedenti anche il presidente russo Vladimir Putin.

Al centro della conversazione c’è la grave emergenza umanitaria a Oleshky, nella regione di Kherson, città occupata dai russi dal 2022, dove la popolazione è alle prese con carenze di cibo, elettricità e assistenza sanitaria. La Santa Sede ha riferito che «il Santo Padre ha richiamato la grave situazione nella città di Oleshky, nella regione di Kherson, facendo riferimento alla richiesta di una tregua umanitaria già presentata al Presidente della Federazione Russa».

Il Pontefice ha auspicato un’intesa tra Mosca e Kiev per consentire l’arrivo dei soccorsi e mettere in salvo gli abitanti, ribadendo la necessità di «un’evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile». Sul fronte dei negoziati, il commissario per i diritti umani del Parlamento ucraino, Dmytro Lubinets, ha dichiarato che le trattative con la Russia proseguono ogni giorno. «A mio avviso, abbiamo compiuto progressi significativi», ha affermato, esprimendo la speranza di raggiungere presto risultati concreti. Il piano di evacuazione coinvolgerebbe circa 6.000 persone, tra cui fino a 200 bambini, residenti a Oleshky e in altri sei insediamenti vicini.

Zelensky ha ringraziato il Papa per il suo intervento, mentre la Santa Sede continua a promuovere il dialogo tra le parti per favorire una soluzione umanitaria. Fin dall’inizio del pontificato, Leone XIV ha ribadito la volontà di avvicinare i leader contrapposti e di impegnarsi per la pace, confermando anche in questa occasione il ruolo del Vaticano nella ricerca di un accordo.

Trump attacca Zelensky e difende la linea sulla Russia: nuovi raid e ipotesi di un vertice con Putin

Mentre il Papa cerca di favorire un’intesa per salvare i civili, Donald Trump torna ad attaccare Zelensky e difende le proprie decisioni nei confronti della Russia. Rispondendo ai giornalisti, il presidente americano ha rivendicato gli aiuti forniti a Kiev: «Abbiamo dato molto all’Ucraina. Loro a noi non hanno dato niente. Ricordatevelo. Abbiamo dato centinaia di miliardi di dollari». Trump ha inoltre giustificato la scelta di allentare le sanzioni contro Mosca, sostenendo che il presidente ucraino non starebbe contribuendo abbastanza alla soluzione del conflitto. «Penso che non voglia fermarla, ma io voglio che la gente smetta di morire», ha dichiarato, aggiungendo: «Tutto quello che voglio fare, non mi importa nient’altro, è fermare la guerra».

Nel frattempo, la Russia continua a colpire diverse aree dell’Ucraina. Nella regione di Kharkiv, un attacco ha provocato almeno sei morti, tra cui tre bambini. Zelensky ha definito l’accaduto «Un’atrocità assoluta» e ha chiesto nuovi sistemi di difesa aerea, sollecitando Washington a mantenere le sanzioni contro Mosca finché proseguiranno le uccisioni.

Sul piano diplomatico, si discute anche dell’eventualità di un vertice tra Trump, Putin e il presidente cinese Xi Jinping, da organizzare a Shenzhen in occasione dell’appuntamento Apec del 18 e 19 novembre. Secondo il Wall Street Journal, Putin avrebbe avanzato l’ipotesi durante una telefonata con il leader americano il 9 ottobre. Il Cremlino ha confermato che la possibilità di un incontro è stata menzionata, precisando però che «non sono state avanzate proposte specifiche».

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