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Perché il bacio tra Levante e Gaia non era censurato secondo la Rai

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Il bacio tra Levante e Gaia all'Ariston ha scatenato discussioni: la Rai e il regista spiegano che si è trattato di una decisione di regia legata alle prove e alle regole social

Il bacio tra Levante e Gaia, avvenuto al termine dell’esibizione del brano «I maschi» durante la serata delle cover, ha sollevato un acceso dibattito pubblico. Alcuni spettatori hanno notato che in diretta la ripresa sembrava allargarsi proprio nel momento dello scambio sulle labbra, dando adito a critiche e accuse di censura che hanno presto invaso i social network.

Per chiarire la questione sono intervenuti il regista del Festival, Maurizio Pagnussat, e Claudio Fasulo, vicedirettore dell’intrattenimento Prime Time Rai, con dichiarazioni ufficiali durante le conferenze stampa e interviste. Le spiegazioni, espresse il 28/02/2026, forniscono il quadro tecnico e organizzativo che ha portato all’immagine vista in diretta.

Come funzionano le prove e lo storyboard in tv

In una produzione televisiva di grande scala, come il Festival di Sanremo, ogni brano viene pianificato con uno storyboard che definisce le inquadrature e le sequenze delle telecamere. Secondo Fasulo, durante la mattinata di prove del 27/02/2026 la sessione era limitata all’audio e quindi la regia non era presente per verificare gli spostamenti video. Questo dettaglio tecnico spiega perché la sequenza di riprese concordata non sia stata registrata nella prova principale e ha influito sulla gestione dell’inquadratura in diretta.

Perché l’inquadratura si è allargata

Il regista ha ricordato che, nella prova in cui era presente la regia, era stato stabilito uno stacco finale per il cambio palco. Il bacio, secondo quanto dichiarato, è finito in una piccola «mattonellina» al centro dell’immagine, ovvero in una porzione ridotta dello schermo che non corrispondeva a una ripresa ravvicinata. Questa scelta produttiva è stata motivata come parte del rituale tecnico del passaggio tra esibizioni e non come volontà di nascondere il gesto.

La gestione dei social e la pubblicazione del video

Un altro aspetto centrale della vicenda riguarda la differenza fra ciò che è andato in onda su Rai1 e quanto pubblicato sui profili social del Festival. Fasulo ha spiegato che la direzione social segue una politica precisa: durante la gara viene pubblicato un solo contenuto per concorrente per evitare interferenze con il voto e con la gara stessa. La Rai, tuttavia, disponeva di materiali alternativi, tra cui una ripresa ravvicinata del bacio realizzata da una camera separata.

Perché il video è apparso dopo il televoto

Per rispettare la regola del singolo contenuto e non condizionare la competizione, il filmato con il primo piano del bacio è stato pubblicato sui canali social del Festival «un secondo dopo lo stop alle telefonate», ossia dopo la chiusura del televoto. Fasulo ha ammesso che la condivisione è avvenuta a seguito delle polemiche, ma ha sottolineato che l’intento era dimostrare la disponibilità della ripresa ravvicinata e smentire l’idea di una censura deliberata.

Le reazioni e le spiegazioni ufficiali

Le parole del regista Maurizio Pagnussat e del vicedirettore Fasulo hanno cercato di spegnere le accuse di censura ribadendo che la scelta tecnica era parte delle normalissime operazioni di regia. Pagnussat ha dichiarato che gli sarebbe piaciuto riprendere il bacio se fosse avvenuto in un istante leggermente diverso, ma che il cambio di scena segue protocolli precisi che a volte limitano la possibilità di adattare la ripresa in tempo reale.

Il ruolo della percezione pubblica

Nel commento di Fasulo è emersa anche una considerazione sul potere della percezione: «La lente di ingrandimento finisce per distorcere le percezioni», ha detto, evidenziando come le reazioni sui social possano amplificare sospetti e malintesi. Per questo motivo la Rai ha ritenuto opportuno motivare professionalmente le scelte compiute, mostrando il materiale alternativo a disposizione.

Il caso ha messo in luce due elementi chiave della produzione televisiva: da un lato la complessità tecnica delle dirette e, dall’altro, la sensibilità pubblica rispetto a gesti di affetto trasmessi in prima serata. Le spiegazioni ufficiali confermano che non è stata esercitata una censura intenzionale, ma che la combinazione di prove limitate, scelte di regia e regole social ha determinato l’immagine percepita dal pubblico.

Resta aperto il dibattito sul rapporto tra diretta televisiva e immediata viralità dei social, e su come le produzioni trasmettano trasparenza quando si generano fraintendimenti. Nel frattempo, il materiale pubblicato dopo il televoto ha dimostrato che la scena esisteva in una ripresa ravvicinata, smorzando così l’accusa di una rimozione volontaria.