Roma, 14 gen. (askanews) – Nella Roma della fine degli anni Settanta, dove si incrociano banda della Magliana, Servizi segreti deviati, terroristi, arriva l’aspirante artista interpretato da Pietro Castellitto ne “Il Falsario”, su Netflix dal 23 gennaio. Il regista Stefano Lodovichi si è ispirato alla vera figura di Antonio Chichiarelli per raccontare un avventuriero, guascone, che si trasforma da pittore in falsario e si immerge in quel mondo romano con una febbre, un’ambizione, quasi irrefrenabili.
Castellitto, a proposito del suo personaggio, ha detto: “Ha una certa leggerezza morale, che lo porta a frequentare ambienti molto lontani tra loro, sicuramente tutti si accorgono del temperamento di Toni, il talento di Toni serve a tutti, alle BR, ai Servizi. E’ un personaggio che racchiude in sé certe caratteristiche di quegli anni, lo spirito d’avventura, il vitalismo, la voglia di cambiare la propria storia”.
Toni arriva dalla provincia con due amici, interpretati da Andrea Arcangeli e Pierluigi Gigante, che prendono strade diverse, in un momento storico cruciale dell’Italia. E a Roma la giovane gallerista interpretata da Giulia Michelini lo introduce in un mondo che lei ha saputo scaltramente sfruttare. Tutti quanti sono protagonisti della loro piccola storia all’interno della grande Storia. “Era un periodo in cui c’era un rapporto più diretto con la storia, l’idea che la storia fosse qualcosa di vivo e che passava attraverso di te, rispetto alla mia generazione che la storia l’ha percepita sempre come qualcosa di concluso” ha commentato Castellitto.
Il regista ha spiegato: “I ragazzi vivevano quello che stava succedendo, vivevano la storia che in quel momento si manifestava anche violentemente e in qualche modo facevano una scelta. Oggi è invece molto più facile guardare da fuori, stare distanti, distratti, dai social, da tanta superficialità che purtroppo ti annebbia”.