Il gran finale del MotoGP in Australia, previsto per l’ultimo fine settimana di ottobre, è stato interrotto da un improvviso maltempo che ha trasformato la pista di Phillip Island in un itinerario pericoloso. Le previsioni indicavano piogge sparse, ma le condizioni si sono rapidamente aggravate, con pioggia continua e una visibilità ridotta che ha messo a repentaglio la sicurezza di tutti gli attori coinvolti.
Decisione di annullare le gare a Phillip Island
Gli organizzatori hanno valutato la situazione più volte durante la mattinata, tenendo conto del fatto che l’elicottero medico non poteva più operare in sicurezza a causa della nebbia e della pioggia intensa. Senza la possibilità di evacuare rapidamente eventuali incidenti, la Direzione Gara ha ritenuto impossibile garantire la regolarità delle competizioni.
Alle 05:35 (orario locale) è stato comunicato ufficialmente l’annullamento della corsa di MotoGP, seguita poco dopo da quella di Moto2 e Moto3. Anche il warm-up previsto per la MotoGP è stato cancellato, lasciando i fan presenti in tribuna a ricordare le precedenti edizioni dell’evento.
Il saluto dei piloti dietro la safety car
Per onorare il pubblico, tutti i piloti hanno effettuato un giro di riconoscimento a bordo della safety car, fermandosi sul rettilineo principale per un breve applauso. La pit lane è stata aperta alle 15:45 locali (5:45 italiane) per consentire ai tifosi di avvicinarsi e scattare foto, ma nessuna attività sportiva è proseguita. L’evento ha dimostrato come, nonostante l’entusiasmo, la sicurezza dei partecipanti rimanga la priorità assoluta.
Conseguenze per la classifica e per i protagonisti
Il risultato dell’annullamento è stato particolarmente rilevante per Marc Marquez, che aveva l’opportunità di ampliare il proprio vantaggio al titolo mondiale. Con la gara cancellata, il pilota spagnolo dovrà accontentarsi del punteggio corrente, mentre Jorge Martin, ancora in fase di recupero da infortunio, perde una chance di colmare il divario. Anche Loris Capirossi è stato coinvolto nelle discussioni tecniche, monitorando l’accumulo d’acqua in curva 3-4, una zona critica già segnalata lo scorso anno.
In chiusura, gli organizzatori hanno assicurato che, se le condizioni meteorologiche fossero migliorate, avrebbero valutato la possibilità di riprogrammare le gare in una data successiva, ma al momento le previsioni indicano ulteriori piogge. Per ora, la stagione si ferma qui, lasciando gli appassionati in attesa del prossimo round e gli sponsor a riconsiderare gli impegni commerciali legati al weekend australiano.
