Roma, 23 mar. (askanews) – La IV Edizione segna una svolta per il Premio LEADS “Alessandra Pederzoli”: dopo aver valorizzato nelle precedenti edizioni le organizzazioni, quest’anno il Premio sceglie di mettere al centro le persone. Donne e uomini che, con il loro impegno quotidiano, rendono possibile il superamento delle barriere alla leadership femminile e contribuiscono concretamente a trasformare il sistema sanitario. L’evento di presentazione della IV Edizione del Premio LEADS “Alessandra Pederzoli”, promosso dall’Associazione LEADS – Donne leader in Sanità, si è tenuto a Roma nella Sala Conferenze del Dipartimento per gli Affari Regionali e le Autonomie a Palazzo Cornaro. Patrizia Ravaioli, Presidente dell’Associazione LEADS, ha detto: “Portare questo premio e tutte le altre iniziative che portiamo avanti, è un modo più maturo, più corretto, più responsabile per fare advocacy, che si basi su dati concreti, in questo caso quelle che sono le carriere delle donne leader in Sanità, dove, come sappiamo tutti, la maggioranza è donna”. Antonella Polimeni, Rettrice dell’Università “La Sapienza”, ha spiegato: “Nei prossimi 5 anni il 60% dei medici saranno donne, quindi a fronte di una platea che quindi percentualmente aumenta la presenza delle donne in Sanità, i dati invece del trend in leadership rimangono invece in un incremento molto lento”.La IV edizione del Premio riconoscerà quindi persone che si sono distinte per aver promosso la parità di genere, sostenuto la crescita e l’accesso delle donne a ruoli apicali, favorito lo sviluppo di competenze e percorsi di mentoring e coaching, contribuito a diffondere un mindset inclusivo e portato avanti attività di advocacy e sensibilizzazione sui temi del gender gap e del salary gap. Un impegno che si traduce in cambiamenti concreti, organizzativi, sociali e culturali, orientati a garantire pari opportunità di leadership. Sara Vinciguerra, Segretario del Premio e ideatrice dell’iniziativa ha sottolineato: “Riconoscere le persone può creare un circolo virtuoso, replicabile, empatico che in qualche modo faccia comprendere il coraggio, le scelte impopolari, la capacità di visione perché la leadership femminile non sia più un ostacolo per nessuno”.