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Fedez nei guai: querela per diffamazione aggravata, cos'è successo dopo Pulp Podcast

Fedez Pulp Podcast

Querela per diffamazione aggravata, Fedez nei guai: ecco cosa è successo dopo Pulp Podcast

Una causa milionaria, un podcast e il nome di Jeffrey Epstein: è da questi elementi che nasce lo scontro che coinvolge Fedez e destinato a far discutere anche fuori dall’Italia. Al centro della vicenda c’è una querela per diffamazione aggravata presentata contro il cantante e Mr. Marra, dopo una puntata del Pulp Podcast dedicata agli Epstein files. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, chi ha querelato l’artista avrebbe scelto di rivolgersi alla magistratura dopo alcune affermazioni e allusioni ritenute lesive della propria reputazione.

Fedez, Pulp Podcast e l’origine della querela

In particolare, l’imprenditore contesta l’accostamento del suo nome allo scandalo Epstein, respingendo con decisione ogni coinvolgimento. Nella denuncia depositata alla Procura di Milano vengono sottolineati il suo percorso tra moda e immobiliare, i rapporti consolidati con l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump e anche incarichi diplomatici svolti in contesti internazionali, come si legge nel portale Caffeinamagazine.it. Proprio questa forte esposizione pubblica, secondo Paolo Zampolli, renderebbe particolarmente dannoso qualsiasi collegamento a vicende controverse. A spingerlo ad agire sarebbero stati sia contenuti diffusi sui social sia passaggi specifici del podcast. Tra questi, un post su Instagram che recitava: “Definito ‘killer’ negli Epstein files, ora accusato di aver fatto deportare la ex, eppure resta intoccabile — Ma quanto potere ha Paolo Zampolli?”, oltre a riferimenti e ipotesi emerse durante la trasmissione del Pulp Podcast. Nel mirino anche citazioni attribuite a Fabrizio Corona, considerate dall’imprenditore non attendibili e potenzialmente diffamatorie.

Pulp Podcast tra social, accuse e ricostruzioni

Nel corso delle ricostruzioni è emerso anche un ulteriore elemento che avrebbe contribuito ad alimentare il caso. Il New York Times ha riportato che Zampolli avrebbe contattato l’Ice per ottenere il trasferimento e la deportazione della sua ex compagna, Amanda Ungaro, con l’obiettivo di ottenere l’affidamento del figlio. L’imprenditore ha però respinto la ricostruzione, spiegando di aver chiesto soltanto informazioni per tutelare il minore e definendo la notizia imprecisa e strumentale, anche in relazione al contesto politico legato all’amministrazione Trump.

Pulp Podcast e lo scontro legale da milioni di euro

Nella fase più delicata della vicenda lo scontro si fa ancora più netto. L’avvocato Maurizio Miculan ha parlato di dichiarazioni “false e gravemente diffamatorie”, annunciando una richiesta di risarcimento a partire da 5 milioni di euro. Una cifra giustificata, secondo la difesa, dalla visibilità internazionale dell’imprenditore e dall’impatto che le accuse potrebbero avere sulla sua immagine pubblica. Dall’altra parte, la linea difensiva di Fedez si basa sul diritto di cronaca. I legali del rapper sostengono che si sarebbe limitato a riportare informazioni già pubbliche e dichiarazioni di terzi, senza esprimere giudizi personali né formulare accuse dirette. Una posizione che, secondo la difesa, escluderebbe l’ipotesi di diffamazione e che apre ora a una battaglia legale.