Nel 2026 l’ora legale entrerà in vigore prima rispetto a quanto molti ricordano… Non per una decisione improvvisa ovviamente ma ragioni puramente da calendario, vediamo quando.
Ora legale 2026: quando scatta il cambio e perché questa volta arriva prima
Ecco quindi che nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo, alle 2 in punto, le lancette andranno avanti di un’ora.
Le 2 diventeranno le 3 e d è così che un’ora di sonno persa, almeno sulla carta.
Lo confermano le indicazioni ufficiali basate sulle regole valide in Italia e negli altri Paesi dell’Unione Europea: l’ora legale quando scatta? Sempre l’ultima domenica di marzo. Nel 2026 quella domenica cade il 29. Prima di altri anni, sì certo ma senza alcuna eccezione alle regole.
Chi si alza presto per lavorare se ne accorgerà subito. Chi rientra tardi, forse sorriderà vedendo ancora luce. Una scena che si ripete ogni anno quasi rituale. Le tapparelle che si alzano un po’ più tardi e i bar aperti, la gente che resta fuori qualche minuto in più. Piccoli dettagli, apparentemente inutili. Ma raccontano molto.
Secondo fonti istituzionali che seguono da anni l’applicazione del sistema dell’ora legale, non c’è nessuna “anticipazione” decisa a tavolino. Solo una coincidenza del calendario. Eppure il dibattito, ogni volta, si riaccende. Sui social. Nei talk. Al telefono, tra amici: “Ma non era più avanti?”. No. Era solo un altro anno.
Ora legale 2026: quando incide davvero su sonno, bollette e abitudini
Ecco che il cambio dell’ora non è mai solo una questione di lancette evidentemente proprio no. Ha effetti concreti? Sì quotidiani e decisamente subito percepibili. La prima notte si dorme meno, un’ora in meno. C’è chi lo accusa. Chi dice di non sentirlo. Chi invece si trascina per due giorni, magari tre quasi fose un vero e proprio fuso orario,
Medici e specialisti del sonno, lo ripetono da tempo nelle loro analisi pubbliche, parlano di un lieve sfasamento del ritmo biologico. Nulla di grave, nella maggior parte dei casi. Ma reale. Soprattutto per bambini, anziani, chi lavora su turni. Il corpo si adatta, sì. Ma non sempre immediatamente.
Poi ci sono le bollette. Tema meno romantico, ma centrale. L’ora legale nasce per questo: sfruttare più luce naturale e ridurre l’uso dell’illuminazione artificiale. Meno lampdine accese la sera. Meno consumo. Le stime ufficiali, diffuse negli anni da fonti tecniche e istituzionali, parlano di un risparmio energetico complessivo. Non enorme per il singolo. Significativo se sommato.
E le abitudini cambiano. Le passeggiate serali. Le corse dopo il lavoro. I tavolini all’aperto che tornano protagonisti. Anche questo conta, anche se non finisce nei grafici. È vita quotidiana.
L’ora legale resterà in vigore fino all’ultima domenica di ottobre 2026. Quasi sette mesi. Poi si tornerà indietro, di nuovo. Un’altra notte. Un altro rituale.
Il dibattito sulla sua abolizione? Mai davvero chiuso. Se ne parla a livello europeo, da anni. Ma per ora resta tutto com’è. E nel frattempo, come sempre, ci si adatta.