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Raid aerei nella Striscia di Gaza e polemiche sul piano di ricostruzione statunitense
Questa mattina la Striscia di Gaza è stata interessata da nuovi attacchi aerei che, secondo le autorità ospedaliere locali, hanno provocato almeno 11 vittime e vari feriti. I raid hanno colpito zone dove si trovano numerosi sfollati e campi profughi, riaprendo il dibattito sulla protezione dei civili e sul rispetto del cessate il fuoco negoziato a ottobre.
Violazioni del cessate il fuoco e numeri discordanti
Le autorità di Gaza hanno raccolto e pubblicato un rapporto che segnala oltre 1.620 presunte violazioni del cessate il fuoco tra il 10 ottobre 2025 e il 10 febbraio 2026; i dati, però, mostrano incongruenze temporali che richiedono verifiche indipendenti. Le parti si rimpallano le responsabilità: Israele denuncia attacchi contro le proprie forze, mentre autorità palestinesi e gruppi come Hamas denunciano l’impatto sulle popolazioni civili e chiedono misure contro azioni ritenute illegittime. La mancanza di un quadro temporale chiaro complica l’attribuzione delle singole azioni e alimenta la sfiducia reciproca.
Ospedali sotto osservazione: MSF sospende attività al Nasser Hospital
Medici Senza Frontiere (MSF) ha sospeso le attività non essenziali al Nasser Hospital di Khan Younis, motivando la decisione con la presenza di persone armate all’interno del complesso e con episodi di intimidazione, oltre a segnalazioni di movimentazione di materiale bellico. Per MSF gli ospedali devono restare spazi neutrali, dove il personale può curare senza pressioni o minacce. L’escalation nella struttura amplifica le preoccupazioni sul rispetto del diritto internazionale umanitario e rende necessario un accertamento indipendente sulla sequenza degli eventi.
La versione militare e le conseguenze giuridico-umanitarie
Le Forze di Difesa israeliane (IDF) sostengono di possedere elementi di intelligence che collegherebbero il Nasser Hospital a funzioni operative di Hamas, definendo la struttura non soltanto un deposito ma anche un centro di comando. Se confermate, queste accuse metterebbero in discussione la qualificazione della struttura secondo le norme internazionali e le protezioni destinate ai civili e al personale medico. Di fronte a queste affermazioni, organizzazioni internazionali e osservatori richiedono verifiche indipendenti: senza chiarezza sui fatti è difficile valutare la legittimità di eventuali interventi militari e il loro impatto sull’accesso alle cure per la popolazione vulnerabile.
Il Board of Peace: promesse economiche e dissensi diplomatici
Il piano statunitense noto come Board of Peace, annunciato dal presidente Donald Trump, prevede impegni finanziari per la ricostruzione di Gaza superiori ai 5 miliardi di dollari e l’invio di personale per una cosiddetta forza di stabilizzazione internazionale oltre al supporto alla polizia locale. Alcuni governi avrebbero offerto contribuiti sostanziosi — si parla di donazioni da almeno 1 miliardo da parte di alcuni paesi, con menzioni non confermate di Emirati e Kuwait — ma la proposta ha subito critiche: oppositori e osservatori temono che si tratti di un meccanismo che potrebbe aggirare gli organismi multilaterali come le Nazioni Unite, trasformandosi in un “club a pagamento”. Intanto gli organismi umanitari hanno annunciato che monitoreranno l’uso dei fondi e la trasparenza delle operazioni. Anche in Italia la questione ha acceso il dibattito parlamentare, con richieste di chiarimenti sul ruolo del paese e sulle condizioni per un eventuale impegno operativo.
Scenari e conseguenze possibili
Gli attacchi al Nasser Hospital e la controversia sul Board of Peace disegnano uno scenario fragile e complesso. Se le violazioni del cessate il fuoco dovessero continuare, il rischio di una nuova escalation sarebbe concreto, con pesanti ripercussioni umanitarie. I civili restano i più esposti: non solo ai pericoli dei raid, ma anche alle conseguenze di una diplomazia frammentata che rallenta la consegna di aiuti e la ricostruzione. Nelle prossime settimane si prevedono ulteriori audizioni, richieste di chiarimento e un monitoraggio più stringente da parte degli organismi internazionali per verificare le accuse mosse da tutte le parti e chiarire la reale portata dei danni e delle responsabilità.