È scontro aperto sul futuro di Report dopo la decisione della Rai di sostituire Sigfrido Ranucci alla conduzione con Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. Gli inviati minacciano di lasciare in blocco il programma, mentre il giornalista attacca duramente la scelta di Viale Mazzini e il suo legale Roberto De Vita annuncia battaglia «in ogni sede».
La squadra di Report contro la Rai: “Pronti ad abbandonare il programma”
La decisione della Rai di affidare la conduzione di Report a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, lasciando fuori Sigfrido Ranucci dopo nove anni alla guida della trasmissione, ha provocato una dura reazione tra gli inviati del programma. La squadra contesta sia le modalità con cui è stata comunicata la scelta sia le decisioni prese sul futuro della trasmissione.
“La decisione assunta dalla Rai è per noi completamente irricevibile. È inaccettabile per il metodo, dal momento che l’azienda ha rifiutato qualsiasi interlocuzione con la squadra in queste settimane facendoci apprendere la scelta dalle agenzie, e nel merito, dal momento che le figure scelte non sono in alcun modo rappresentative della storia e dei valori di Report“, hanno dichiarato in una nota.
Gli inviati hanno quindi prospettato un addio collettivo nel caso in cui Viale Mazzini non facesse marcia indietro: “Dal momento che l’intenzione dell’azienda sembra quella di voler distruggere la storia e l’integrità della trasmissione, su un evidente mandato politico, annunciamo che, nel caso in cui la Rai non intenda tornare sui propri passi, abbandoneremo in blocco il programma“.
Ranucci rompe il silenzio: “Una scelta mediocre, decreta la fine di Report”
Durissima anche la reazione di Sigfrido Ranucci, che non ha nascosto l’amarezza per la decisione arrivata dopo nove anni alla conduzione. Il giornalista, come riportato dal Corriere, ha parlato di “una scelta mediocre” che “decreta la fine di Report” e di “uno schiaffo alla professionalità di chi lavora da anni alla trasmissione“, sostenendo inoltre che “sono prevalse logiche che nulla hanno a che fare con la professionalità“.
Già prima dell’annuncio ufficiale della Rai, Ranucci aveva pubblicato sui social un lungo messaggio riferendosi alle indiscrezioni sulla sua possibile sostituzione: “A chi mi chiede come faccio a resistere ai 2800 articoli di fango, alle prediche dei ciarlatani e cortigiani, a chi tradisce e specula, alle voci di rimozione dalla conduzione da Report, rispondo che la forza la trovo nella mia storia, nell’educazione dei miei genitori e come padre“. Nel post aveva ricordato anche l’attentato subito, condividendone le immagini. Secondo l’ipotesi dei magistrati che indagano sulla vicenda, il mandante sarebbe Valter Lavitola, in passato fonte e amico del giornalista.
Il legale di Ranucci annuncia battaglia dopo la decisione della Rai: “In ogni sede”
L’uscita dalla conduzione non sembra però destinata a chiudere il caso. La Rai ha prospettato a Ranucci tre possibili ricollocazioni all’interno dell’azienda, mentre il suo avvocato Roberto De Vita ha annunciato l’intenzione di proseguire la battaglia a tutela del giornalista.
“La decisione della Rai condanna la vittima di un attentato, Report e l’indipendenza dell’informazione pubblica“, ha affermato il legale, come riportato da Il Giornale, che nei giorni precedenti aveva già denunciato un presunto “accanimento” nei confronti del suo assistito e chiesto all’azienda di tutelarlo. De Vita ha quindi allargato il confronto al tema dell’indipendenza del giornalismo investigativo: “Sigfrido Ranucci, per adesso, non condurrà Report ma condurrà la più importante battaglia per la difesa della libertà del giornalismo d’inchiesta, in ogni sede“. La controversia, dunque, non appare conclusa e potrebbe proseguire anche al di fuori del confronto interno con la Rai.
