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Rifiuti elettronici: perché il riciclo è fondamentale per l'economia e l'ambiente

Rifiuti elettronici: perché il riciclo è fondamentale per l'economia e l'ambiente

Vecchi smartphone, computer e elettrodomestici contengono materiali preziosi che spesso finiscono nei cassetti. Scopri perché il loro riciclo è essenziale.

Nelle case degli italiani si nasconde un vero e proprio tesoro tecnologico vecchi smartphone, computer, televisori e piccoli elettrodomestici. Questi dispositivi, spesso dimenticati nei cassetti o nelle cantine, contengono materiali preziosi come oro, rame, argento, alluminio e terre rare, fondamentali per la produzione di nuove tecnologie.

Secondo il Rapporto annuale 2026 del Centro di Coordinamento Raee, nel 2026 sono state raccolte 366.891 tonnellate di rifiuti elettronici, con un incremento del 2,4% rispetto all’anno precedente.

Tuttavia, questo risultato è ancora lontano dagli obiettivi europei e dai progressi degli altri Paesi del continente.

Il divario con l’Europa e le differenze territoriali

Il sistema italiano riesce a intercettare solo una parte dei dispositivi giunti a fine vita. Nel 2026, l’Italia ha raggiunto appena il 32,5% del tasso di raccolta complessivo rispetto ai target europei, che fissano un obiettivo del 65%.

Questo significa che il nostro Paese recupera circa la metà di quanto dovrebbe.

La geografia del riciclo mostra profonde differenze territoriali. Il Nord Italia si conferma l’area più virtuosa, con una media di 7,02 chilogrammi per abitante, mentre il Sud si ferma a 4,76 chilogrammi, ben al di sotto della media nazionale.

Tuttavia, ci sono segnali incoraggianti: nel 2026 le crescite più consistenti sono state registrate in Molise (+17,4%), Abruzzo (+7,3%), Puglia (+7,2%), Lazio (+6,9%) e Sardegna (+6,4%).

Il valore strategico dei rifiuti elettronici

I rifiuti elettronici non sono semplici scarti. Un vecchio smartphone contiene decine di elementi diversi, tra cui rame, oro, argento, palladio, cobalto e terre rare. Questi materiali sono fondamentali per la produzione di microchip, batterie, pannelli fotovoltaici, turbine eoliche e automobili elettriche.

L’Europa considera molte di queste materie prime critiche caratterizzate da un elevato rischio di approvvigionamento. Recuperarle dai rifiuti elettronici significa ridurre la dipendenza dalle importazioni, limitare l’apertura di nuove miniere e diminuire l’impatto ambientale dell’estrazione.

Come smaltire correttamente i rifiuti elettronici

Molti italiani preferiscono conservare i vecchi dispositivi come riserva o non conoscono le modalità corrette di smaltimento. Eppure, smaltire correttamente queste apparecchiature è semplice. I cittadini possono consegnarle gratuitamente alle isole ecologiche comunali oppure riportarle nei negozi.

Per i piccoli dispositivi, i grandi punti vendita hanno l’obbligo di ritirarli gratuitamente anche senza l’acquisto di un nuovo prodotto. Un piccolo gesto che può trasformarsi in un segnale concreto per l’ambiente. Ogni computer, televisore o smartphone recuperato permette di reimmettere nel ciclo produttivo materiali che altrimenti dovrebbero essere estratti da nuove miniere, con costi economici e ambientali molto più elevati.

In un periodo di competizione internazionale sulle materie prime critiche, migliorare il riciclo dei Raee non significa soltanto ridurre l’inquinamento. Significa anche rafforzare l’autonomia industriale del Paese, diminuire la dipendenza dall’estero e valorizzare una ricchezza che oggi, troppo spesso, rimane nascosta nei cassetti delle case degli italiani.

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