> > Divieto immediato per CNN, Politico e MsNow da parte di Trump

Divieto immediato per CNN, Politico e MsNow da parte di Trump

Divieto immediato per CNN, Politico e MsNow da parte di Trump

Trump vieta a CNN, Politico e MsNow l'accesso alla Casa Bianca, definendoli propagatori di fake news e minacciando nuove esclusioni.

Il nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha utilizzato la piattaforma digitale Truth per comunicare un provvedimento inatteso: con effetto immediato, CNN, Politico e MsNow non potranno più accedere alla casa bianca. L’annuncio è stato formulato in termini netti, con il leader che ha definito le tre testate “fake news” e le ha accusate di “scrivere o riferire costantemente invenzioni e bugie” sui suoi riferimenti istituzionali.

Nel messaggio, Trump ha inoltre avvertito che altre testate giudicate “diffusori di fake news” potrebbero subire la stessa sorte. Il tono dell’intervento richiama le precedenti ostilità del presidente verso i media, in un clima di crescente conflitto tra l’esecutivo e la stampa nazionale.

Il provvedimento e le reazioni immediate

Il comunicato ha suscitato una risposta rapida da parte dei giornalisti delle testate coinvolte.

Brian Stelter, corrispondente della CNN ha riferito che al momento la redazione continua a operare normalmente, aggiungendo che “aspettiamo le prossime ore” per capire se il divieto verrà effettivamente attuato. Non è stato fornito alcun dettaglio su come il provvedimento sarà applicato né su quali strumenti burocratici saranno impiegati.

Il caso si inserisce in una sequenza di contenziosi già avviati dall’amministrazione Trump.

A, infatti, la stessa Casa Bianca aveva escluso i giornalisti dell’Associated Press da eventi come l’accesso allo Studio Ovale e all’Air Force One, in risposta al rifiuto dell’AP di aderire alla proposta di rinominare il Golfo del Messico in “Golfo d’America”. L’Associated Press ha intentato causa, e il procedimento è ancora in corso.

Il contesto storico delle tensioni tra Trump e la stampa

Le ostilità non sono un fenomeno nuovo nella presidenza di Trump. Fin dal suo ritorno al potere, il leader ha intrapreso azioni legali contro importanti quotidiani come il New York Times il Wall Street Journal la BBC e, più recentemente, la stessa CNN. Le accuse spaziano dalla diffusione di notizie false fino a quelle di corruzione economica. In uno dei post più controversi, Trump ha accusato Politico di beneficiare di un contratto di abbonamento illegale da otto milioni di dollari, stipulato durante l’amministrazione di Joe Biden, definendolo “un record assoluto di corruzione”.

Le accuse di corruzione e i contratti da otto milioni di dollari

Il presidente ha sostenuto che il contratto da otto milioni di dollari con Politico fosse stato concepito per mantenere in vita una testata che, a suo avviso, non meritava più la fiducia del pubblico. La dichiarazione comprendeva anche un riferimento alla perdita di credibilità di MsNow, che avrebbe recentemente cambiato nome da “Msnbc” a causa di cali di ascolti.

Queste affermazioni si inseriscono in un più ampio discorso sulla libertà di stampa garantita dal Primo Emendamento. Gli esperti costituzionali osservano che, se da un lato il presidente può gestire l’accesso a spazi governativi, dall’altro deve rispettare i diritti fondamentali dei media a informare il pubblico. Il conflitto attuale potrebbe quindi sfociare in nuove dispute giudiziarie, con potenziali ricadute sulla normativa relativa alla trasparenza e all’accesso alle informazioni pubbliche.

Possibili sviluppi e scenari futuri

Al momento non esistono indicazioni concrete su come la Casa Bianca intenda implementare il divieto. Gli organi di stampa hanno espresso preoccupazione per la possibilità che il provvedimento segnali l’inizio di una campagna più ampia di esclusione dei media ritenuti ostili. Nel frattempo, la magistratura potrebbe essere chiamata a valutare la legittimità di tali misure alla luce del Primo Emendamento e delle consuetudini diplomatiche tra esecutivo e giornalisti.

Il dibattito è destinato a proseguire nei prossimi giorni, mentre le testate colpite si preparano a rispondere sia sul piano legale sia attraverso la diffusione di notizie che evidenzino le implicazioni di un possibile restringimento della libertà di stampa negli Stati Uniti.

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