Beppe Grillo torna a parlare del Movimento 5 Stelle e lo fa con un nuovo affondo contro Giuseppe Conte. Ospite di Pulp Podcast, l’ex garante pentastellato ripercorre il rapporto con il Movimento e commenta l’attuale leadership, con dichiarazioni destinate a riaccendere lo scontro interno ai Cinque Stelle.
Beppe Grillo, dalle critiche al M5S alla battaglia sul nome e sul simbolo
L’intervento di Grillo arriva dopo altri segnali di distanza dall’attuale Movimento. A luglio il fondatore aveva già accusato il M5S di aver perso la propria identità e la propria diversità, sostenendo che il progetto nato per modificare il modo di fare politica fosse finito per essere trasformato dalla politica stessa. Nel frattempo è aperta anche una partita giudiziaria sul nome e sul simbolo del Movimento 5 Stelle: a marzo Grillo ha notificato al Movimento presieduto da Conte un atto di citazione davanti al Tribunale di Roma per rivendicarne la titolarità.
Beppe Grillo torna a parlare del M5S e attacca Conte: “In mano al reverendo Jones”
Beppe Grillo torna al centro della scena con un’intervista a Pulp Podcast, il format condotto da Fedez e Mr. Marra, e dalle prime anticipazioni emerge un nuovo duro confronto a distanza con Giuseppe Conte. La puntata completa sarà disponibile lunedì 21 settembre alle 13, ma alcuni estratti pubblicati sui social hanno già mostrato il tono della conversazione.
Parlando del Movimento 5 Stelle, Grillo sostiene che oggi sia diventato qualcosa di diverso rispetto al progetto originario: «Oggi il Movimento è un’altra cosa. È in mano al reverendo Jones, l’uomo che sussurrava ai cavilli». Il riferimento è a Conte e il paragone richiama Jim Jones, il predicatore statunitense responsabile della setta del Tempio del Popolo. L’ex garante rincara poi la dose descrivendo i Cinque Stelle come «un movimento che di progressista ha solo la paralisi della mente… progressiva» e aggiungendo: «Non hanno un’idea». Parole che si inseriscono in una contrapposizione con l’attuale leadership pentastellata ormai emersa pubblicamente da tempo.
Nel podcast, inoltre, Grillo torna sulle proprie battaglie e sul percorso che lo ha portato alla nascita del Movimento, affermando: «Mi sento postumo di me stesso da vivo perché tutte le cose che dicevo vent’anni fa devono ancora arrivare qua». Poi guarda al presente con un’altra frase destinata a far discutere: «Andiamo in un caos straordinario».
Sullo sfondo restano anche le indiscrezioni relative a un possibile nuovo progetto politico riconducibile all’ex garante, ma Grillo non ha confermato pubblicamente la nascita di un nuovo partito. Per ora, quindi, il suo ritorno passa dalle dichiarazioni pubbliche, dalla contrapposizione con Conte e dalla controversia sul futuro del nome e del simbolo pentastellati.
Visualizza questo post su Instagram
