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Riforma del lavoro in Argentina: le novità approvate dal Senato e le reazioni sociali

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Il Senato ha ratificato la legge chiamata «modernizzazione del lavoro», provocando proteste e lo sciopero della CGT; la riforma introduce banca ore, estensione dell'orario fino a 12 ore e una revisione delle indennità

Il Senato argentino ha dato il via libera definitivo alla legge sulla modernizzazione del lavoro proposta dal presidente Javier Milei. L’approvazione arriva in un clima sociale teso, con manifestazioni di piazza, scontri e uno sciopero generale indetto dalla principale centrale sindacale, la Confederación General del Trabajo (CGT). La norma è stata firmata dopo un travagliato iter parlamentare che aveva già suscitato proteste durante il passaggio alla Camera il 20 febbraio.

Le modifiche introdotte incidono su più fronti del mondo del lavoro: dall’organizzazione dell’orario alle tutele contro il licenziamento, passando per i diritti dei lavoratori delle piattaforme digitali e le regole sugli scioperi. Di seguito analizziamo le principali novità, le ragioni invocate dal governo e le preoccupazioni dei sindacati e di parte dell’opinione pubblica.

I cambiamenti principali introdotti dalla legge

Tra le misure più rilevanti spicca l’introduzione della cosiddetta banca ore, un meccanismo che consente alle imprese di compensare lo straordinario con periodi di riposo invece che con una maggiorazione economica immediata. La norma autorizza inoltre l’estensione della giornata lavorativa fino a 12 ore in determinati casi, superando il tradizionale limite di otto ore giornaliere. Secondo il governo, questi strumenti rendono il mercato del lavoro più flessibile e attrattivo per gli investimenti.

Riduzione delle indennità e nuove formule di compensazione

La riforma rivede il calcolo delle indennità per licenziamento, escludendo dal computo alcune voci remunerative come premi e bonus, con l’effetto di abbassare l’importo dovuto alle lavoratrici e ai lavoratori in caso di cessazione del rapporto. È previsto anche un fondo alternativo alimentato da contributi legati alla sicurezza sociale che può sostituire le indennità tradizionali. I critici sostengono che queste misure rendano più semplici i licenziamenti e riducano l’effetto deterrente delle sanzioni economiche.

Ferie, periodo di prova e lavoro sulle piattaforme

La legge consente ai datori di lavoro di frazionare le ferie, con un minimo di sette giorni per periodo, e amplia il ricorso a contratti con periodi di prova più lunghi in alcuni settori, come il lavoro domestico e l’agricoltura. Per i lavoratori delle piattaforme digitali viene introdotto uno specifico regime che li qualifica prevalentemente come autonomi, privandoli delle tutele tipiche del lavoro subordinato come ferie pagate e tredicesima.

Impatto sui diritti collettivi e reazioni sociali

Una componente contestata della riforma riguarda le restrizioni pratiche al diritto di sciopero. Il testo stabilisce che, in caso di sciopero, debbano essere garantiti livelli minimi di attività nei cosiddetti servizi essenziali, riducendo la capacità di azione delle proteste. I sindacati e alcuni giuristi sostengono che queste disposizioni possano entrare in contrasto con la Costituzione e con convenzioni internazionali sul lavoro.

Proteste, scioperi e spettro dei ricorsi

Lo scontro nelle strade si è manifestato con sit‑in, blocchi e scontri con la polizia, e la CGT ha indetto uno sciopero generale nazionale che ha paralizzato trasporti, banche e altri servizi. I sindacati hanno annunciato l’intenzione di presentare ricorsi alla Corte Suprema, sostenendo la incostituzionalità di alcune parti della legge. Allo stesso tempo, il governo difende il provvedimento come strumento per ridurre l’alto tasso di lavoro informale e stimolare le assunzioni.

Bilanci possibili: rischi e argomentazioni a favore

I sostenitori della riforma, tra cui membri della maggioranza politica legata a Milei, sottolineano che la maggiore flessibilità può attrarre investimenti stranieri e abbassare le barriere all’assunzione, contribuendo a ridurre il lavoro sommerso che coinvolge una fetta significativa della forza lavoro argentina. Le misure di incentivo all’assunzione sono presentate come strumenti necessari in un contesto di crisi economica e inflazione.

Critiche e scenari futuri

Dall’altro lato, le organizzazioni sindacali e diversi osservatori denunciano un arretramento delle conquiste sociali, con un aumento della precarietà e della diseguaglianza contrattuale. Le controversie legali e la mobilitazione sociale potrebbero condizionare l’applicazione pratica della legge e segnare i prossimi mesi di confronto politico. Resta aperta la partita tra la ricerca di maggiore competitività economica e la tutela delle garanzie dei lavoratori.