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Rimpasto in Piemonte: Marrone assume la vicepresidenza mentre Chiorino mantiene le deleghe

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In seguito alle dimissioni dalla vicepresidenza, Alberto Cirio ha affidato il ruolo a Maurizio Marrone; Elena Chiorino mantiene l'assessorato con competenze chiave e promette chiarimenti

Il governo regionale del Piemonte ha adottato un nuovo assetto istituzionale a seguito della rinuncia alla carica di vicepresidente da parte di Elena Chiorino. La decisione, comunicata nella giornata del 25 marzo 2026, è il risultato di un confronto tra il presidente Alberto Cirio e i partiti della sua coalizione: la vicepresidenza è stata assegnata all’assessore Maurizio Marrone, mentre Chiorino conserva l’incarico di assessore con le deleghe operative già conferite.

Questa soluzione è stata motivata dalla volontà di tutelare le istituzioni e garantire la continuità amministrativa in un momento ritenuto delicato. Lo spostamento del ruolo di rappresentanza formale non comporta l’allontanamento di Chiorino dalla Giunta: restano salde sulle sue spalle competenze che riguardano temi strategici per la Regione.

Le ragioni della rinuncia e il ruolo attribuito

Secondo la ricostruzione ufficiale, Elena Chiorino ha manifestato al presidente Cirio la volontà di restituire la delega alla vicepresidenza della Regione. L’intesa tra le parti ha portato all’assegnazione della carica a Maurizio Marrone, scelta motivata dalla necessità di preservare la funzione di massima rappresentanza istituzionale in un momento segnato da tensioni politiche.

Le parole del presidente

Il presidente Alberto Cirio ha spiegato che la decisione è stata ponderata e finalizzata a dare un segnale di tutela delle istituzioni: pur riconoscendo la correttezza professionale di Chiorino, Cirio ha sottolineato come la reazione della Regione dovesse essere misurata ma decisa. La scelta, nella sua lettura, mira a salvaguardare la stabilità istituzionale senza compromettere la gestione operativa dei dossier più urgenti.

La posizione di Chiorino

In una dichiarazione pubblica, Elena Chiorino ha ammesso una «grave leggerezza» e ha chiesto scusa ai cittadini, spiegando che la rinuncia alla vicepresidenza è il suo modo di assumersi la responsabilità. Ha inoltre dichiarato la propria disponibilità a fornire chiarimenti davanti al Consiglio regionale, ribadendo la propria trasparenza e la volontà di non sottrarsi a eventuali accertamenti.

Il nuovo assetto della giunta e le deleghe

Con il rimpasto, Maurizio Marrone assume la veste formale di vicepresidente, mentre Elena Chiorino mantiene le deleghe operative che includono ambiti strategici per la Regione: Istruzione e merito, Diritto allo studio universitario, Lavoro, formazione professionale e welfare aziendale, oltre ai rapporti con le società a partecipazione regionale. Questo mantenimento garantisce continuità su pratiche amministrative e su dossier industriali sensibili.

I dossier prioritari

Tra i temi che rimangono sotto la responsabilità operativa di Chiorino figurano vertenze aziendali delicate, come quelle legate a ex Ilva, Lear e Konecta. Questi fascicoli richiedono interventi coordinati e un presidio istituzionale costante: l’orientamento del presidente è stato quello di non interrompere il lavoro in corso, affidando la rappresentanza istituzionale a Marrone ma conservando l’operatività nelle mani già esperte.

Reazioni politiche e contesto più ampio

La composizione del nuovo assetto ha suscitato reazioni immediate dalle forze di opposizione. Gruppi come il Movimento 5 Stelle e alcune consigliere di Avs hanno giudicato la rinuncia parziale come insufficiente, ritenendola una mossa che non cancella i problemi di immagine e le questioni aperte. Per le opposizioni, infatti, la permanenza in Giunta di Chiorino rappresenta un segnale debole verso chi invocava responsabilità più incisive.

Il quadro nazionale

Il riassetto piemontese arriva in una fase politica nazionale che ha visto dimissioni e richiami di responsabilità in diversi livelli istituzionali. La vicenda locale è stata letta anche alla luce di sviluppi che hanno coinvolto esponenti nazionali, contribuendo a creare una pressione politica su scelte e segnali pubblici. In questo quadro, la decisione di Cirio punta a trovare un equilibrio tra necessità di responsabilità politica e la continuità amministrativa.

In sintesi, la giunta del Piemonte ha subìto una rettifica formale il 25 marzo 2026: Maurizio Marrone è diventato vicepresidente, mentre Elena Chiorino è rimasta assessore con competenze operative chiave. La scelta cercherà ora di conciliare la tutela delle istituzioni con le richieste di trasparenza e chiarimento che provengono dall’aula e dall’opposizione.