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Russia intensifica il controllo sui film per difendere i valori tradizionali

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Il governo russo intensifica i controlli sui film per difendere i valori tradizionali.

In un recente sviluppo, le autorità russe hanno annunciato un piano per controllare i film che vengono distribuiti senza permessi ufficiali. Questo intervento è mirato a identificare contenuti che possano essere considerati offensivi nei confronti dei valori tradizionali. L’ordine è stato pubblicato dal Ministero della Cultura e l’implementazione avverrà a partire dal 1° marzo.

Questa iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di crescente controllo statale sulla cultura e sui media in Russia, una tendenza che ha visto un’accelerazione dopo l’invasione dell’Ucraina.

Con l’intenzione di mantenere una narrazione conforme alle linee guida ufficiali, il governo ha avviato una serie di misure repressive nel settore culturale.

Procedure di controllo dei film

Secondo quanto comunicato, le verifiche inizieranno solo dopo la ricezione di una segnalazione. Tuttavia, il documento non chiarisce se i segnalatori debbano fornire il proprio nome completo. Un consiglio esperto sarà creato per valutare i film segnalati e potrà consultare accademici e figure culturali durante il processo di revisione.

I film con una durata inferiore a 420 minuti dovranno essere esaminati entro 20 giorni. Se verranno riscontrate violazioni, i risultati saranno inoltrati all’agenzia di vigilanza dei media statali, Roskomnadzor.

Legislazione e restrizioni sui film

Questa nuova procedura segue l’approvazione di una legge che entrerà in vigore il 1° marzo, la quale prevede il divieto di proiezione di film considerati come discreditanti nei confronti dei valori tradizionali. Sotto questa legislazione, i film potrebbero non ottenere i permessi di distribuzione e potrebbero essere esclusi da piattaforme online con più di 100.000 utenti giornalieri.

Contesto di repressione culturale

Negli ultimi anni, il governo russo ha attuato politiche sempre più restrittive nei confronti della libertà di espressione, è stato vietato ciò che le autorità hanno definito come propaganda delle relazioni LGBTQ+, seguito da un divieto sulla promozione delle sostanze stupefacenti. Queste misure hanno portato alla rimozione di contenuti da piattaforme di streaming e alla censura di film e libri.

Gazprom Media Holding, controllata dallo stato, ha annunciato di aver investito somme significative nello sviluppo di un sistema automatizzato per identificare contenuti video non conformi alle definizioni ufficiali di valori tradizionali.

Implicazioni per l’industria cinematografica

Le ripercussioni di queste politiche sono già evidenti nel panorama cinematografico e culturale russo. Molti film vengono ritirati dalle piattaforme, scene vengono modificate e titoli di libri vengono cancellati o alterati nelle nuove edizioni. Queste azioni non solo limitano la libertà artistica, ma pongono anche interrogativi sul futuro della produzione culturale in Russia.

In un clima di crescente repressione, i cineasti e gli artisti si trovano a dover navigare un terreno sempre più insidioso, dove l’autocensura diventa una pratica comune nel tentativo di evitare sanzioni governative.