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Sanremo 2026: coro Anffas, campioni e omaggi in una serata di grande partecipazione

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La serata del 25 febbraio 2026 a Sanremo ha unito spettacolo e impegno sociale con il coro Anffas di La Spezia, l'omaggio di Achille Lauro e la partecipazione dei campioni azzurri in vista delle Paralimpiadi Milano-Cortina 2026

La seconda serata del Festival di Sanremo ha confermato il suo ruolo di appuntamento televisivo centrale: circa 9,6 milioni di spettatori e uno share del 58% hanno seguito la diretta dall’Ariston. Sotto la guida di Carlo Conti, la serata ha alternato momenti di spettacolo a interventi con forte valenza civile, puntando su inclusione, memoria e responsabilità sociale. Il mix di performance musicali, omaggi e testimonianze ha suscitato reazioni intense in platea e acceso il dibattito sui media.

Il coro Anffas di La Spezia: emozione e visibilità
Sul palco è salito il coro della sezione di La Spezia dell’Anffas per eseguire “Si può dare di più”, accompagnato da Laura Pausini. I coristi, in maglie rosse con lo slogan “sono come te”, hanno cantato con sicurezza e spontaneità, suscitando una lunga ovazione. Carlo Conti ha richiamato il valore associativo e terapeutico dell’esperienza, collegandola a percorsi teatrali e di riabilitazione che puntano sulla partecipazione sociale. Le riprese e le testimonianze inviate alle redazioni hanno immediatamente rilanciato la discussione sull’importanza di dare più visibilità alle persone con disabilità intellettive e ai disturbi del neurosviluppo. Saranno utili approfondimenti sulle iniziative locali dell’Anffas per capire gli sviluppi concreti di questa attenzione mediatica.

Sportivi e paralimpici: storie di impegno e richieste di inclusione
Durante la serata si sono susseguite anche le testimonianze di atleti reduci dalle gare invernali: tra loro Francesca Lollobrigida e Lisa Vittozzi, presenti con le loro medaglie. L’intervento ha voluto celebrare i successi sportivi e allo stesso tempo promuovere un’idea di sport più inclusiva. Sono intervenuti anche i campioni paralimpici Giacomo Bertagnolli e Giuliana Turra, che hanno sollevato temi concreti su accessibilità, organizzazione delle gare e servizi per il pubblico. I loro appelli guardano già alle Paralimpiadi Milano‑Cortina 2026, con l’auspicio che siano davvero aperte a tutti. Le testimonianze, raccolte con tono propositivo, potrebbero orientare future iniziative istituzionali e politiche federali a favore della parità di opportunità nello sport.

Omaggio alle vittime e funzione sociale della musica
Un momento solenne della serata è stato il tributo alle vittime della tragedia di Crans Montana: Achille Lauro ha eseguito “Perdutamente” insieme al soprano Valentina Gragano e a un coro. L’omaggio, ispirato all’immagine della madre che canta davanti alla bara del figlio, è stato pensato come gesto di solidarietà collettiva. Le parole di Lauro dopo l’esibizione hanno sottolineato come la musica possa avere una funzione consolatoria e civile, non solo di intrattenimento. La standing ovation finale ha segnato un consenso netto del pubblico verso un Festival che cerca di coniugare spettacolo e responsabilità.

Un Festival che dialoga con la società
Nel complesso, la serata ha mostrato un Festival impegnato a trasformarsi sempre più in una piattaforma di dibattito pubblico: accanto alle esibizioni musicali si sono inseriti omaggi, interventi istituzionali e momenti dedicati alle associazioni. Questo modello tende ad amplificare le campagne associative e a portare temi sociali davanti a un pubblico vasto. Resta da vedere come evolverà il format nelle prossime serate e quale impatto avranno queste scelte sulle iniziative correlate: le redazioni e gli enti coinvolti stanno già programmando approfondimenti per seguire gli sviluppi.