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sanremo 2026, inviati social e repliche in tv tra Zorzi, Giofrè e Conti

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a Sanremo 2026 arrivano influencer e volti tv come inviati, mentre tra critiche e risposte pubbliche emergono discussioni sulle nomine e sugli ospiti del festival

Sanremo punta su influencer e volti tv per la corrispondenza
Il Festival cambia registro e pesca dal mondo dei social e della televisione popolare per rinnovare la propria copertura. Per questa edizione la direzione artistica ha deciso di affidare alcuni ruoli di corrispondenza a personaggi molto seguiti dalle nuove generazioni: una mossa pensata per accorciare le distanze tra il palco dell’Ariston e il pubblico più giovane.

L’obiettivo è rinfrescare il linguaggio delle dirette, sperimentare formati più snelli e diversificare i canali con cui vengono raccontati eventi, look e retroscena. L’idea non è cancellare la tradizione della kermesse, ma affiancarla con competenze e registri nuovi, capaci di attirare audience under 35 senza rinunciare al presidio dei contenuti istituzionali.

Inviati scelti per avvicinare il pubblico
Tra le prime scelte editoriali si segnala l’iniziativa di Caterina Balivo: per La volta buona è stato inviato Tommaso Zorzi, che in una puntata sarà affiancato da Sophie Codegoni. La coppia servirà da test per capire come dialoga il linguaggio social con la struttura del servizio pubblico.

Zorzi seguirà soprattutto gli aspetti più vistosi — outfit, mise in scena, le sue immancabili “pagelle glamour” — mentre Codegoni punterà a raccontare l’atmosfera “dal basso”, interagendo con i fan e documentando la vita fuori dal teatro. L’esperimento punta a contenuti frammentati e multicanale: clip brevi, storie e pillole destinate a piattaforme diverse, con la redazione pronta a calibrare la strategia in base ai dati di audience e ai tassi di engagement.

La vita in diretta: mix di giornalismo e spettacolo
Anche La vita in diretta opta per una squadra mista, che unisce giornalismo tradizionale e figure del mondo dello spettacolo. Alberto Matano ha convocato professionisti e artisti come Giuseppe Giofrè, Raffaella Longobardi, Barbara Di Palma, Barbara Foria, Luca Tommassini e Alba Parietti. L’intento è offrire al pubblico reportage informativi insieme a letture tecniche e dietro le quinte legati alla performance, mantenendo un equilibrio fra intrattenimento e rigore.

Il profilo di Giuseppe Giofrè
Giuseppe Giofrè, noto per le collaborazioni come ballerino con star internazionali, è alla sua prima esperienza da inviato Rai a Sanremo. Intercettato ai Rainbow Awards, ha detto di essere soddisfatto per il riconoscimento e di volersi mettere al servizio di chi sta intraprendendo percorsi artistici. La sua presenza porta in dote competenza tecnica e un linguaggio vicino al pubblico delle performing arts, utile per raccontare il festival anche dal punto di vista scenico e coreografico.

La polemica sugli ospiti e la replica di Carlo conti
Le scelte sugli ospiti continuano a sollevare dibattito. Critiche arrivate dai social — tra cui alcuni commenti di Selvaggia Lucarelli — hanno riacceso la discussione su certe presenze sul palco dell’Ariston. La vicenda ha messo sotto i riflettori la responsabilità editoriale nella selezione degli ospiti e i rischi reputazionali per chi organizza.

Carlo Conti ha risposto difendendo la selezione: secondo il conduttore, le convocazioni si basano su ragioni artistiche e di spettacolo, non su valutazioni dell’opinione politica delle persone. Nel colloquio con chi gli ha consegnato il tapiro d’oro ha ribadito di non consultare i profili social per decidere gli inviti, sottolineando che le scelte derivano da valutazioni professionali e da esperienze pregresse in tv.

A livello normativo, l’assenza di screening a sfondo politico limita il rischio di discriminazioni, ma restano aperte questioni di compliance: pratiche contestabili o poco trasparenti possono provocare contenziosi e danni di immagine. La produzione ha annunciato che nei prossimi giorni fornirà chiarimenti sulle modalità di selezione.

Conseguenze e riflessioni sul racconto del festival
Il ricorso a volti noti dei social amplia la platea e introduce linguaggi più frammentati: da una parte si guadagnano nuovi spettatori, dall’altra la moltiplicazione di formati rende più difficile mantenere una narrazione coerente e verificare rapidamente i contenuti. Cronisti tradizionali, performer e influencer si alternano su piattaforme diverse, creando un racconto a più voci che richiederà attenzione editoriale per non perdere coesione.

L’obiettivo è rinfrescare il linguaggio delle dirette, sperimentare formati più snelli e diversificare i canali con cui vengono raccontati eventi, look e retroscena. L’idea non è cancellare la tradizione della kermesse, ma affiancarla con competenze e registri nuovi, capaci di attirare audience under 35 senza rinunciare al presidio dei contenuti istituzionali.0