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Sanremo 2026: look, soprabiti e prime uscite sul nuovo Eni Carpet

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Il green carpet di Sanremo 2026, ribattezzato Eni Carpet, ha trasformato l'arrivo dei cantanti in una sfilata di soprabiti e personaggi: dal glam ai tocchi punk, ecco le prime impressioni sui look

Green Carpet a Sanremo diventa Eni Carpet

Alla vigilia della gara canora, la tradizionale passerella ha assunto i toni di una sfilata. Il consueto Green Carpet, ora ribattezzato Eni Carpet, ha accolto gli artisti con un percorso pensato per coniugare moda e musica. Tra flash, applausi e fan, i cantanti hanno mostrato scelte estetiche che anticipano diversi approcci scenici.

La sfilata non è stata solo un momento di glamour, ma un’occasione per interpretare le identità artistiche attraverso abiti e accessori. Dai soprabiti a strascico alle ecopellicce, dal total white punk alle versioni minimal, ogni look suggerisce possibili sviluppi narrativi sul palco del Ariston, dove si definiranno le prime impressioni sul concorso.

Il ruolo del soprabito: dal dramma alla semplicità

Nelle serate del festival il soprabito ha assunto la funzione di elemento scenico oltre che pratica. Numerosi artisti hanno scelto cappotti strutturati, mantelle e piumini scenografici per proteggersi dal freddo e per definire un immaginario visivo.

La presenza di capi con strascico, pellicce ecologiche e mantelle drammatiche ha evidenziato come il guardaroba possa estendere la performance sul palco. Tra le proposte prevalgono versioni elaborate e alternative minimal, ognuna finalizzata a suggerire uno sviluppo narrativo durante l’esibizione.

Le scelte stilistiche relative al soprabito contribuiranno a formare le prime impressioni della critica e del pubblico, influenzando la percezione complessiva delle performance all’Ariston.

Look d’impatto e capi cult

Proseguendo dalla sala d’ingresso all’Ariston, gli outfit continuano a orientare le prime impressioni della critica e del pubblico. Alcuni artisti hanno scelto soluzioni chiaramente sceniche: una cantante ha indossato un abito da sera con bustier abbinato a una giacca di pelo corta, evocando riferimenti della couture. Un altro interprete ha optato per un piumino imbottito a strascico coordinato con un completo gessato, a conferma della tendenza a combinare sartorialità e capi outerwear di grande impatto.

Il ricorso a pezzi iconici contribuisce a costruire un codice visivo immediatamente riconoscibile. Tale strategia facilita la memorizzazione dell’immagine dell’artista e orienta la narrazione mediatica attorno alla performance. Inoltre, l’accostamento di elementi formali e sportivi suggerisce un percorso stilistico che privilegia il contrasto e la riconoscibilità.

Queste scelte sartoriali continueranno a influenzare la percezione complessiva delle esibizioni e a determinare spunti per la critica di settore nelle prossime occasioni di visibilità pubblica.

Contrasti di genere e sperimentazione

Il passaggio dal carpet allo spettacolo ha confermato una forte varietà di linguaggi stilistici. Sul green carpet sono emerse proposte che vanno dal glam western — caratterizzato da cappelli e frange — al punk declinato in total white con dettagli in denim e cristalli.

Altri artisti hanno scelto contaminazioni british, con sciarpe tartan oversize, mentre alcuni hanno puntato su un minimalismo raffinato in tonalità monocromatiche come blu navy e azzurro petrolio. Questo mix influenzerà la percezione delle esibizioni e fornirà spunti alla critica di settore nelle prossime occasioni di visibilità pubblica.

Accessori e dettagli che raccontano

Il passaggio dallo stile generale alle scelte minori ha rafforzato il racconto visivo dei protagonisti. Elementi apparentemente secondari come spille a forma di insetto, gioielli vistosi, orecchini e catene o guanti colorati hanno avuto un ruolo distintivo. Anche stivaletti con tacco e abbinamenti azzardati, come décolleté spaiate o collant a micro pois, hanno contribuito alla stratificazione del look. Questi dettagli trasformano ogni uscita in un frammento di storytelling visivo e indicano scelte narrative antecedenti alla performance.

Stile e personalità: chi ha colpito e perché

In alcune scelte si è optato per un’immagine da diva, completa di cappelli e veli. Altre hanno privilegiato il casual chic, con pantaloni sartoriali e bomber di pelle. Sul tappeto verde si sono viste sinergie stilistiche tra coppie di artisti in totalità cromatiche coordinate e duo che hanno giocato sulla simmetria dei capi. In diversi casi la selezione del guardaroba sembra dialogare con il percorso musicale che verrà presentato nelle serate successive.

In diversi casi la selezione del guardaroba sembra dialogare con il percorso musicale che verrà presentato nelle serate successive. Lo styling, coordinato da professionisti noti, cura la continuità visiva tra esibizione e immagine pubblica. Il mix tra maison di alta moda, brand contemporanei e capi su misura mette in evidenza il ruolo strategico dell’abbigliamento nella narrazione scenica. Questa attenzione trasforma ogni uscita in un messaggio coerente tra palco, performance e estetica.

Trend da annotare per le prossime serate

Tra le tendenze emergenti spicca l’uso del soprabito come elemento performativo, inteso come capo pensato per la scena più che per la funzione quotidiana. Si registra una predilezione per palette monocrome intervallate da dettagli di colore, scelta che accentua il focus sull’artista. Ritornano inoltre accessori audaci che fungono da punti focali visivi. Infine, la convivenza di riferimenti classici con tocchi eccentrici conferma una commistione stilistica destinata a influenzare le serate successive.

Dal Green Carpet arrivano suggerimenti concreti sul linguaggio visivo dei Big, ma resta da verificare come tali input verranno tradotti in costumi di scena e in una narrazione coerente durante le serate all’Ariston.

La moda continua a integrarsi nella tessitura del Festival, aggiungendo livelli di significato alle performance e influenzando sia la regia sia la percezione del pubblico; gli stylist e i registi determineranno ora come armonizzare look e racconto musicale per le esibizioni live.