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Sant'Anna, officina di ricerca interreligiosa e interculturale

Pisa, 20 apr. (askanews) – Tecnologia digitale, robotica, dialogo interreligioso e interculturale: sono le coordinate di una giornata di studi promossa dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dallo Studio Teologico Interdiocesano, che ha messo attorno allo stesso tavolo ingegneri, neuroscienziati, filosofi, teologi e rappresentanti di diverse confessioni religiose. Sottolinea Barbara Henry, Professoressa ordinaria di Filosofia Politica della Scuola Sant’Anna: “è una discussione che riguarda tutte le dimensioni dell’umano direi, che cos’è l’umano, cosa cambia, cosa si mantiene, cosa si trasforma in una dimensione che viene sfidata anche dalle crisi climatiche, dalle discussioni sull’antropocene, quindi non più antropocentrismo.

Cerchiamo anche, riprendendo i temi della laudato sì in un’ottica interreligiosa e anche laica, di capire in che modo queste nuove sfide possono riarticolare anche la dimensione tecnologica, cibernetico digitale, robotica, meccatronica e così via”.Tra gli esempi concreti discussi, le neurotecnologie indossabili: interfacce neurali, esoscheletri, protesi controllate dal pensiero, dispositivi capaci di restituire movimento e parola a chi li ha perduti a causa di malattie neurodegenerative o lesioni gravi.

Osserva Silvestro Micera, Professore ordinario Bioingegneria Scuola Sant’Anna: “è chiaro che queste tecnologie hanno una parte buona perché permettono appunto a persone disabili di riguadagnare qualità di vita, ma potenzialmente l’idea di interfacciarsi col cervello di una persona apre una serie di problematiche etiche, ma anche filosofiche: un essere umano con un impianto neurale è un essere umano come gli altri e da che punto di vista, con che problematiche, con che sviluppi futuri.” La giornata ha coinvolto anche il rabbino Ariel Di Porto e il teologo cattolico Andrea Pizzichini.