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Sciopero autotrasportatori, 1.339 identificati: il governo teme infiltrazioni criminali

Sciopero autotrasportatori, 1.339 identificati: il governo teme infiltrazioni criminali

Autotrasportatori in sciopero contro il caro carburante, il Viminale intensifica i controlli: persone identificate e denunciate. A Napoli, Bari e in Calabria crescono i timori per le carenze alimentari.

Il Viminale intensifica i controlli sullo sciopero degli autotrasportatori: 1.339 persone identificate, 71 denunciate e 242 sanzionate. La Polizia indaga su intimidazioni, aggressioni e pneumatici tagliati ai camionisti che vogliono riprendere le consegne. In Campania disposte scorte per 500 mezzi pesanti, mentre si valutano possibili infiltrazioni criminali nella protesta contro il caro carburante.

Napoli, Bari e Calabria, scaffali sempre più vuoti: l’allarme dei sindaci e della grande distribuzione

Le conseguenze della protesta si fanno sentire soprattutto nella distribuzione alimentare. I sindaci di Napoli e Bari, Gaetano Manfredi e Vito Leccese, hanno chiesto al governo di anticipare il confronto con gli autotrasportatori previsto per il 27 ottobre.

«La situazione nelle città del Mezzogiorno resta estremamente critica e rischia di aggravarsi ulteriormente con il passare delle ore», hanno dichiarato, evidenziando le difficoltà negli approvvigionamenti e il rischio di scaffali vuoti e problemi nella gestione dei rifiuti. Disagi anche in Calabria, dove i supermercati segnalano carenze di prodotti freschi, soprattutto ortofrutta e pesce. Gino Noto, amministratore delegato di Az Spa, che gestisce punti vendita Coop nella regione, ha dichiarato all’ANSA: «Non riusciamo a rifornire i nostri punti vendita».

Ha inoltre denunciato intimidazioni e pneumatici tagliati ai trasportatori intenzionati a riprendere le consegne.

Intanto, la Polizia di Stato ha intensificato i controlli in provincia di Caserta, raccogliendo segnalazioni di minacce e danneggiamenti. Gli interventi hanno permesso di rimuovere i presidi nei pressi di Caserta e Mercato San Severino, mentre restano al vaglio degli investigatori alcuni episodi segnalati al casello di Teano e nell’area di servizio di San Nicola la Strada.

Sciopero autotrasportatori, Urso: “Il Viminale sta identificando i camionisti”

La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante continua a provocare disagi in diverse aree del Mezzogiorno, nonostante le risorse annunciate dal governo e la ripresa del confronto con le associazioni di categoria. L’esecutivo ha avviato una serie di interventi per ripristinare la circolazione delle merci e verificare eventuali violazioni.

Nel corso del question time alla Camera, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha chiarito che anche impedire il transito dei soli camion, consentendo invece il passaggio delle automobili, può configurare un blocco stradale con conseguenze penali, comprese quelle detentive. «È importante, credo che sia significativo e emblematico, che le stesse associazioni dei trasportatori ci chiedono, chiedono al Ministero degli Interni, di far rimuovere i blocchi», ha dichiarato il ministro.

Secondo i dati diffusi dal Viminale, sono 1.339 le persone identificate, 71 quelle denunciate e 242 quelle sanzionate sul piano amministrativo. Le forze dell’ordine hanno inoltre predisposto scorte per numerosi mezzi pesanti, con 500 camion accompagnati soltanto in Campania, così da consentire la ripresa delle operazioni di carico e scarico. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha anche convocato una riunione con prefetti e questori delle province coinvolte per richiamare l’attenzione su possibili infiltrazioni criminali.

Proprio il rischio di interferenze illegali è al centro delle preoccupazioni del governo. Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, ha riferito di episodi in cui sarebbero stati danneggiati gli pneumatici di decine di camion per impedire ai conducenti di proseguire il viaggio. «Temiamo infiltrazioni, anche di bande organizzate che nulla hanno a che vedere con l’autotrasporto», ha affermato.

Intanto, le associazioni Anita, Cna-Fita, Confartigianato Trasporti, Fai, Fedit, Fiap, Sna Casartigiani, Confcooperative Lavoro e Servizi, Legacoop Produzione e Servizi, Unatras e Assotir hanno chiesto un intervento immediato del ministro Piantedosi per liberare le strade. Il governo, dal canto suo, ha annunciato lo sblocco di 430 milioni di euro destinati a circa 32mila imprese di autotrasporto, altri 50 milioni per compensare il caro gasolio relativo a settembre e ottobre e ulteriori 590 milioni per favorire il rinnovo dei mezzi pesanti.

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