Il casale dove vivevano un uomo di 80 anni e sua moglie di 70, situato nei pressi di Mirandola, è stato il teatro di un duplice omicidio che ha lasciato l’intera comunità sotto shock. Nella serata di giovedì 15 ottobre 2026, un chiamante anonimo ha segnalato alle autorità la presenza di due corpi all’interno dell’abitazione.
Gli agenti, accorsi sul posto, hanno trovato i due anziani privi della testa, una scena tanto cruda quanto difficile da descrivere. La notizia, diffusa rapidamente tra i residenti della zona, ha subito alimentato un clima di paura e di sconforto nella piccola realtà di circa 25 mila abitanti.
Quando i soccorsi del 118, i vigili del fuoco e le unità di polizia hanno varcato la soglia, hanno dovuto affrontare una scena di estrema violenza.
L’intervento è avvenuto in tempo reale, ma la natura del crimine ha richiesto immediatamente l’avvio di un fascicolo per duplice omicidio. La decisione di trattenere i luoghi del delitto è stata presa per consentire ai periti della Polizia scientifica di effettuare i primi rilievi, alla ricerca di qualsiasi traccia capace di spiegare come e perché i corpi fossero stati decapitati.
Intervento delle forze dell’ordine e prime indagini
Alle prime ore della notte, la Squadra Mobile di Modena è stata mobilitata con numerosi agenti per perlustrare il perimetro del casale. Sono stati posti transenne lungo la stretta via che conduce all’abitazione, escludendo l’accesso a curiosi e garantendo la sicurezza dell’area. I Carabinieri, la Polizia di Stato e i vigili del fuoco hanno collaborato strettamente, raccogliendo impronte, residui biologici e altri indizi materiale. Il responsabile della squadra operativa, Mario Paternoster ha coordinato le attività sul campo, mentre il sostituto procuratore Marco Niccolini ha supervisionato l’avvio delle indagini penali.
Le vittime e gli interrogatori al figlio
Le autorità hanno identificato le vittime come un marito di 80 anni e sua moglie di 70, entrambi di nazionalità italiana, residenti nello stesso casale da anni. Nessun segno evidente di lotta è stato riscontrato sul corpo, a eccezione delle profonde ferite al capo che hanno portato alla decapitazione. Il figlio della coppia è stato localizzato e condotto al quartier-generale per essere sentito. Gli investigatori, insieme ai magistrati, lo hanno interrogato per ricostruire le ultime ore di vita dei genitori e verificare eventuali rancori o motivi di natura familiare. Al momento, la sua posizione resta avvolta da riserbo, in attesa di ulteriori sviluppi.
Operazioni investigative e figure chiave
Il lavoro di perizia è stato affidato alla Polizia scientifica che ha effettuato campionamenti di sangue, fibre e residui di possibili armi. Parallelamente, la Squadra Mobile ha effettuato un ricognizione approfondita dei terreni circostanti, alla ricerca di eventuali veicoli abbandonati o testimoni oculari. Le indagini, coordinate dalla Procura di Modena procedono con la massima discrezione per non compromettere le ipotesi investigative. Altre unità di reparto, tra cui i Carabinieri, continuano a esaminare le registrazioni CCTV della zona, nel tentativo di individuare movimenti sospetti nelle ore precedenti il ritrovamento.
Reazioni della comunità e comunicati istituzionali
La notizia ha provocato un profondo senso di sgomento tra gli abitanti di Mirandola e dei comuni limitrofi. La sindaca Letizia Budri ha espresso il proprio cordoglio, sottolineando l’urgenza di garantire sicurezza e trasparenza nella ricostruzione dei fatti. In un comunicato ufficiale, ha dichiarato di essere in costante contatto con le forze dell’ordine e di mettere a disposizione ogni risorsa necessaria per l’indagine. I residenti, ora costretti a convivere con la consapevolezza di un crimine così grave nella loro zona, hanno chiesto maggiori informazioni e rafforzamenti di vigilanza nei quartieri più isolati.
