Elly Schlein si prepara alla sfida delle prossime elezioni politiche e conferma la propria disponibilità a guidare il centrosinistra nella corsa a Palazzo Chigi, «con o senza le primarie». Dal palco dell’Assemblea nazionale del Pd, riunita a Roma, la segretaria rilancia il progetto dell’alleanza progressista, esclude nuove larghe intese e attacca il governo Meloni sulle questioni economiche e sociali.
Intanto, i dem approvano l’ordine del giorno sulla sua candidatura in caso di primarie e la proroga del mandato alla guida del partito oltre la scadenza naturale di marzo 2027.
Elly Schlein candidata premier con o senza primarie: le parole all’Assemblea del Pd
Elly Schlein rilancia la propria leadership e indica la strada che il Partito democratico dovrà seguire in vista delle prossime elezioni politiche.
Intervenendo all’Assemblea nazionale del Pd, riunita a Roma, la segretaria ha dichiarato di essere disponibile a guidare il centrosinistra nella corsa a Palazzo Chigi, indipendentemente dalla scelta di ricorrere alle primarie. «Sono pronta a guidare questa comunità e a guidarla come candidata alla presidenza del Consiglio, con o senza le primarie», ha affermato dal palco, rivendicando il lavoro svolto insieme al gruppo dirigente.
Schlein ha quindi ribadito la volontà di costruire un’alternativa al governo di Giorgia Meloni, escludendo accordi con forze politiche esterne all’alleanza progressista: «Mai più larghe intese, siamo qua per vincere con la nostra alleanza progressista». La segretaria ha inoltre precisato che la priorità deve essere la definizione di un programma condiviso, prima di affrontare la questione della leadership. In caso di primarie, ha assicurato, la consultazione dovrà diventare «una grande festa di partecipazione popolare», senza trasformarsi in un motivo di divisione. L’obiettivo, ha aggiunto, è ampliare il perimetro della coalizione e coinvolgere tutte le forze progressiste, valorizzando le proposte comuni già elaborate su temi economici e sociali.
Assemblea Pd, via libera alla candidatura di Schlein e alla proroga del mandato
L’assemblea nazionale ha approvato l’ordine del giorno che indica Schlein come candidata del Pd alla premiership nell’eventualità di primarie di centrosinistra. La votazione si è conclusa con 578 voti favorevoli, 3 contrari e 26 astensioni. La proposta ha incontrato le riserve dell’area riformista, espresse da Lorenzo Guerini, che ha annunciato l’astensione sottolineando la necessità di rispettare le regole statutarie: «Un ordine del giorno non può derogare a una regola». Guerini ha comunque precisato di non voler mettere in discussione il sostegno alla segretaria come possibile candidata premier.
Via libera anche alla modifica dello Statuto che consente di prolungare il mandato del segretario quando la scadenza coincide con un anno di elezioni politiche. La disposizione permette quindi a Schlein di restare alla guida del partito oltre il termine naturale del 12 marzo 2027, rinviando il rinnovo degli organismi dirigenti a dopo le consultazioni elettorali. La modifica è stata approvata all’unanimità tra i presenti in sala, mentre nel voto da remoto si sono registrati un voto contrario e un’astensione.
Nel corso dell’assemblea, la segretaria ha anche criticato l’esecutivo per la gestione delle questioni economiche e sociali, dai salari al costo della vita, sostenendo che le proteste di questi giorni esprimano difficoltà concrete. Sulle tensioni di piazza ha preso le distanze dai responsabili delle violenze: «Non c’entriamo niente con i delinquenti, li abbiamo sempre condannati». Ha però invitato il governo ad ascoltare le richieste di chi manifesta pacificamente, accusandolo di ignorare le esigenze di lavoratori, studenti e famiglie.
Schlein ha infine rilanciato la disponibilità del Pd a collaborare con gli alleati anche per iniziative comuni contro il carovita e per la giustizia sociale, ribadendo che la costruzione dell’alternativa dovrà passare attraverso un progetto condiviso.
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