Sei mesi fa era una novità da scoprire, oggi SHEGLAM ha ha trovato il suo posto. Il marchio di cosmetici fondato nel 2019 da Sylvia Fu annuncia una nuova fase di espansione in Italia: 1.350 punti vendita entro la fine dell’anno, oltre 2.000 entro il 2027.
I numeri
Lo sbarco in Italia risale a marzo 2026, con 60 referenze.
Il punto di partenza per la nuova fase sono circa 600 negozi, che l’azienda prevede di più che raddoppiare in pochi mesi. Nello stesso periodo la gamma crescerà fino a 167 referenze, e la rete si allargherà a nuove regioni, tra cui Sardegna e Sicilia.
I prodotti sono disponibili in punti vendita selezionati delle insegne dm, TIGOTÀ, Ideabellezza, Upim, Caddy’s e Naïma, tra le altre.
I prezzi dei cult presentati in Italia vanno da 6,49 a 9,99 euro.
Perché l’Italia
Per Victor Zhu, General Manager Europe, i risultati dei primi mesi hanno superato le aspettative e il Paese è un mercato chiave per la crescita europea del brand, grazie a una forte affinità con i consumatori locali. Sylvia Fu parla di consumatori informati e sicuri nell’esprimere la propria individualità attraverso il beauty: una propensione a sperimentare che, dice, coincide con i valori del marchio, cioè innovazione, accessibilità e attenzione al design.
Dal digitale al fisico
Il dato più interessante è la direzione. SHEGLAM è nata online e online è esplosa: secondo l’azienda, +300% tra il 2021 e il 2024, oggi in oltre 150 Paesi attraverso piattaforme come Amazon e TikTok Shop. Ma dal 2023 ha costruito anche una presenza fisica in oltre 22 Paesi, con più di 12.000 punti vendita nel mondo. L’Italia si inserisce in una strategia che tiene insieme digitale e negozi.
Il retail, qui, serve a una cosa precisa: far provare. I prodotti si possono testare con mano e le formule sono pensate per essere versatili, tanto da non richiedere la mano di una make-up artist. C’è poi la personalizzazione con incisione, un dettaglio che spinge il prodotto oltre l’acquisto d’impulso, mentre le nuove collezioni sono già disponibili online. Il pubblico, infine, è più ampio di quello a cui il marchio viene di solito associato: nato per la Generazione Z e i Millennial, oggi parla a una platea di età molto varia.
La qualità dichiarata
L’azienda spiega che i prodotti rispettano il Regolamento europeo sui cosmetici (CE) n. 1223/2009 e gli standard internazionali, e che il controllo qualità copre l’intero ciclo di vita, dalla ricerca allo sviluppo fino al monitoraggio dopo il lancio. Il brand si dichiara cruelty-free e dal 2022 ha la certificazione Leaping Bunny.
Resta da capire se l’entusiasmo dei social reggerà alla prova dello scaffale. Per ora i numeri annunciati dicono che SHEGLAM ha scelto l’Italia come banco di prova europeo, e che la scommessa è tutt’altro che timida.
