Sul web circolano molte affermazioni non verificate su cosa sia salutare mangiare: dal ruolo del glutine alle presunte responsabilità dello zucchero nelle malattie croniche, passando per rimedi miracolosi privi di fondamento scientifico. Per aiutare i cittadini a orientarsi tra queste informazioni, l’ISS ha ideato un piccolo strumento educativo che consente di valutare la propria capacità di distinguere tra notizia fondata e fake news in ambito alimentare.
L’iniziativa prende la forma di un quiz rapido intitolato “Bufale nel piatto: riconoscere le fake news sull’alimentazione”, composto da cinque domande che riprendono alcune delle false credenze più diffuse. Il test è stato preparato dal Reparto alimentazione, nutrizione e salute dell’ISS e punta non soltanto a misurare le conoscenze, ma anche a stimolare un comportamento informativo più critico tra i partecipanti.
Struttura e scopo del questionario
Il questionario è pensato per una compilazione veloce e accessibile: le cinque domande affrontano temi concreti che spesso appaiono sui social e in articoli non verificati. L’obiettivo dichiarato è duplice: offrire un feedback immediato sulle risposte e incentivare un approccio critico alle fonti, così da ridurre la diffusione di informazioni potenzialmente dannose per la salute.
Tra i termini enfatizzati nel test compaiono concetti come sicurezza alimentare, evidenza scientifica e disinformazione, per guidare il partecipante verso un ragionamento basato sui fatti.
Come è stato costruito il test
La progettazione è curata dal Reparto alimentazione, nutrizione e salute dell’ISS, che ha selezionato casi emblematici di bufale circolanti in rete. Le domande non richiedono competenze specialistiche ma stimolano la verifica delle fonti: ad esempio, viene chiesto di valutare affermazioni sul rapporto tra determinati alimenti e patologie o su presunti benefici di diete estremamente restrittive. Alla fine del quiz è prevista una domanda aperta dove i partecipanti possono indicare un tema che vorrebbero fosse approfondito dagli esperti.
Perché è importante riconoscere le bufale alimentari
Confondere un’opinione non verificata con un dato di fatto può avere conseguenze sulla salute individuale e collettiva. Seguire consigli non supportati da evidenza può portare a scelte nutrizionali sbilanciate o a rinunce ingiustificate di alimenti fondamentali, con ricadute sul benessere. L’ISS sottolinea che acquisire strumenti per riconoscere la disinformazione significa proteggere la propria salute e imparare a interpretare correttamente le informazioni che circolano online e offline.
Il ruolo dell’educazione e delle istituzioni
Interventi informativi come questo sondaggio rappresentano un esempio di come le istituzioni possano contribuire al miglioramento della alfabetizzazione scientifica. Fornire indicazioni chiare su come valutare una fonte, come confrontare studi e come distinguere tra opinioni e risultati consolidati aiuta i cittadini a fare scelte alimentari più consapevoli. L’azione preventiva contro la infodemia riduce anche la diffusione di paure ingiustificate che possono danneggiare la fiducia verso la comunità scientifica e le autorità sanitarie.
Come partecipare e prossimi appuntamenti
Le risposte al questionario verranno raccolte fino al 3 giugno; i risultati saranno poi oggetto di discussione in un convegno intitolato “Fake news, paure e fiducia: sicurezza alimentare e nutrizione nell’era dell’infodemia”, che si terrà il 5 giugno presso l’ISS e sarà accessibile anche in modalità online. I promotori invitano chiunque sia interessato a compilare il test, anche per segnalare attraverso la domanda aperta gli argomenti percepiti come più complessi o controversi.
Secondo la direzione del progetto, rappresentata da Laura Rossi, direttrice del Reparto, l’iniziativa vuole essere un punto di partenza per creare dialogo tra cittadini e istituzioni: non solo uno strumento di verifica, ma anche un canale per raccogliere domande reali e orientare futuri interventi informativi. Partecipare al sondaggio significa quindi contribuire a costruire risorse utili per la collettività.
Accessibilità e durata
Il questionario è gratuito e progettato per essere completato in pochi minuti; non richiede registrazioni complesse e mira a raggiungere un pubblico ampio. Chi desidera approfondire può seguire il convegno del 5 giugno per ascoltare esperti e discutere i risultati emersi dalle risposte inviate entro il termine del 3 giugno.