Le autorità doganali della filiale di San Pietroburgo del Servizio federale delle dogane hanno annunciato il sequestro di un’importante spedizione di libri per bambini proveniente dalla Gran Bretagna, definendone alcuni titoli «letteratura estremista». Le immagini e i video pubblicati insieme al comunicato mostrano numerose copie che raffigurano copertine riconducibili alla casa editrice britannica Usborne, con titoli come “The Dinosaurs Who Met Santa Claus” e “Baby’s Very First Big Play Book”.
Nel comunicato le autorità parlano di un controllo formale che avrebbe rilevato la presenza di informazioni proibite, senza però chiarire quali passaggi o illustrazioni abbiano provocato la misura.
L’invio oggetto del provvedimento pesava circa 12,7 tonnellate e aveva un valore dichiarato di circa 140.000 sterline (circa 190.000 dollari). Secondo il rapporto doganale, il lotto includeva 28 titoli in inglese e tedesco che sono stati qualificati come contenenti materiale estremista.
L’acquirente è indicato genericamente come una società russa specializzata in pubblicazioni scolastiche e letteratura in lingua straniera, ma il nome non è stato reso pubblico. Per il vettore che ha trasportato la merce è stata aperta una procedura amministrativa per presunte violazioni delle regole sul transito attraverso il confine doganale dell’Unione Economica Eurasiatica.
Accertamenti e conseguenze amministrative
Le dogane hanno riferito che un esame ufficiale ha confermato la presenza di informazioni proibite, ma il comunicato non entra nel merito del contenuto incriminato. All’azienda di trasporto è stata notificata un’istruttoria amministrativa che potrebbe sfociare in multe e nel sequestro della merce. Le sanzioni previste per la persona giuridica comprendono una multa compresa tra 50.000 e 300.000 rubli e l’eventuale confisca dei libri. Questo tipo di provvedimento rientra in una prassi più ampia con cui le autorità controllano le importazioni culturali e didattiche, facendo leva su normative riguardanti il divieto di diffusione di contenuti estremisti.
Chi ha ordinato e come
Secondo la versione ufficiale, l’ordine era stato effettuato da una società russa che si occupa di materiale educativo e testi in lingue straniere; il nome dell’ente non è stato divulgato. I documenti indicano che la merce era stata dichiarata e imballata per la distribuzione commerciale, ma la classificazione come materiale estremista ha bloccato la consegna. Le autorità hanno anche segnalato l’intenzione di applicare le norme della Unione Economica Eurasiatica sul rispetto dei confini doganali, trasformando l’operazione commerciale in una questione legale e amministrativa ben oltre il semplice controllo qualità.
Reazioni culturali e critiche
Osservatori nazionali e internazionali hanno evidenziato che le leggi russe contro l’estremismo sono state ampiamente utilizzate negli ultimi anni per limitare l’accesso a opere straniere e per rafforzare il controllo sulle importazioni culturali. I critici sostengono che questa tendenza abbia effetti diretti sul diritto alla cultura e sulla disponibilità di materiale educativo non russo, creando un clima di autocensura fra librerie, distributori e editori. Nel caso specifico, l’assenza di una descrizione pubblica del contenuto considerato pericoloso rende difficile valutare la proporzionalità dell’intervento e aumenta le preoccupazioni di chi difende la libertà di espressione.
Effetti sul mercato editoriale
Nonostante rapporti che nel 2026 indicavano come alcune case editrici, tra cui Usborne, avessero interrotto la collaborazione con la Russia dopo l’inizio del conflitto, molti titoli restano reperibili su piattaforme online e in alcuni punti vendita locali. Questo fenomeno di disponibilità parziale alimenta un mercato grigio in cui possono circolare importazioni non ufficiali, mete che a loro volta sono esposte a controlli più severi e a possibili sanzioni. L’azione doganale quindi non riguarda solo il singolo carico: ha implicazioni per catene di approvvigionamento, distributori educativi e istituzioni scolastiche che fanno affidamento su testi stranieri.
Quadro più ampio: stampa indipendente e libertà di informazione
La vicenda del sequestro si inserisce in un contesto più ampio in cui media indipendenti evidenziano pressioni crescenti sulle fonti di informazione e sulle organizzazioni culturali. Testate che documentano episodi simili segnalano come le autorità abbiano intensificato misure rivolte verso chi pubblica o diffonde contenuti ritenuti critici o estranei alla linea ufficiale. Anche la questione della classificazione di organizzazioni e pubblicazioni come indesiderabili o come agenti stranieri contribuisce a un clima di repressione percepito da giornalisti, editori e operatori culturali.