Non si tratta di un semplice superamento di ostacoli, ma di un continuo andare oltre inteso come crescita personale, come scelta di coraggio che rifugge la strada più comoda, e come una costante ricerca del lavoro come vera e propria vocazione sociale, in linea con l’economia civile, e mai come pura scelta utilitaristica.
In questo percorso, è possibile tracciare un suggestivo parallelo con la nostra piccola Heidi. Il concetto di “andare oltre” è infatti un tema centrale in Heidi che funge da catalizzatore, spingendo chiunque incontri a superare i propri limiti, le chiusure mentali ed emotive. L’andare oltre si manifesta nel desiderio di libertà, simboleggiato dal correre nei prati, dal contatto diretto e puro con la natura e gli animali.
La storia di Heidi insegna come l’amore incondizionato e la sua intuizione soppiantino l’attaccamento insicuro, permettendo ai personaggi di guarire dalle ferite emotive più profonde, superando la solitudine e la tristezza che li avevano imprigionati. Heidi incarna l’essenza della felicità trovata nella semplicità, dimostrando che è possibile superare le necessità meramente materiali. In sintesi, in Heidi, “andare oltre” significa abbracciare la guarigione, la natura rigeneratrice e l’amore disinteressato, abbattendo le barriere mentali, fisiche e sociali imposte dalla società.
Il percorso professionale e personale di Lolita Bizzarri, originaria dell’Umbria, è un mosaico che unisce la passione per la natura con la vocazione per l’insegnamento e la divulgazione.
Nonostante il sogno d’infanzia di diventare insegnante, l’assenza di una scuola magistrale a Todi l’ha portata a frequentare il liceo classico e, dopo una breve esperienza in Lettere moderne, a conseguire una laurea in Scienze naturali. Durante gli studi e il dottorato, ha collaborato con il Professor Bernardino Ragni, specializzandosi in ricerche su specie selvatiche come il gatto selvatico, la martora, il cinghiale, il cervo e il lupo. Nel 2007 la precarietà economica della ricerca l’ha spinta a trasferirsi in Valle d’Aosta. Dopo un biennio di lavori in ambito culturale e sportivo, la passione per la ricerca si è riaccesa, portandola a una borsa di studio post-dottorato triennale presso il Museo di Scienze Naturali della Valle d’Aosta. Successivamente ha accettato un ruolo di Project Manager in Grivel per cinque anni. Dopo questa parentesi manageriale, Lolita è tornata al richiamo della natura, ma con una prospettiva rinnovata: non più la ricerca a tempo pieno, ma la divulgazione della scienza in modo semplice e accessibile, una sorta di riscoperta del suo sogno d’infanzia. Questo approccio, che si rivolge a un pubblico interessato ai temi ambientali ma privo di preparazione scientifica specifica, l’ha portata nel 2018 a diventare Guida Ambientale ed Escursionistica, un passaggio che lei stessa definisce una vera e propria “rinascita”.
Oggi l’attività di Guida Ambientale Escursionistica è la sua principale fonte di reddito, affiancata da consulenze e progetti di ricerca, come l’aggiornamento del piano faunistico venatorio valdostano e una collaborazione con il Parco del Mont Avic. Per Lolita essere una guida non significa solo accompagnare le persone in natura, ma fungere da educatore e divulgatore ambientale, mostrando ai partecipanti ciò che da soli non riuscirebbero a notare e spingendoli ad andare oltre il “semplice” sforzo fisico e la contemplazione del paesaggio. La sua missione è trasformare informazioni importanti e serie in un’esperienza divertente, leggera e stimolante, rispettando il tempo libero prezioso dei partecipanti. Ogni escursione, infatti, è frutto di un grande lavoro di studio e preparazione. L’andare oltre l’ha portata anche a impegnarsi come vicepresidente di AIGAE, la principale associazione di categoria in Italia, fondata nel 1992, che rappresenta e tutela oltre 3000 Guide Ambientali Escursionistiche
La sua filosofia di vita riflette questa visione: Lolita non si considera una programmatrice meticolosa, ma una persona che si fida profondamente del proprio istinto, vedendo il suo percorso come un puzzle le cui tessere, seppur apparentemente sparse, si sono incastrate alla perfezione per formare l’immagine desiderata.
La storia di Lolita Bizzarri si lega profondamente al concetto di “andare oltre” nel contesto dell’economia civile. Questo rappresenta un cambio di paradigma radicale rispetto al modello economico tradizionale, che propone di superare la fiducia cieca nella crescita del PIL come unico indicatore di benessere. Non si tratta di eliminare il mercato, ma di trasformarlo per renderlo più umano, equo e sostenibile, ponendo al centro la persona, le relazioni e il bene comune.
In sintesi, “andare oltre” nell’ottica dell’economia civile, e come dimostrato dal percorso di Lolita Bizzarri, significa passare da un’economia che sfrutta le relazioni umane e ambientali per il mero profitto a un’economia che fonda il valore intrinseco sulle relazioni, sulla reciprocità e sulla vocazione sociale.