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Violenza di genere: il cambiamento culturale dopo il femminicidio di Giulia

Violenza di genere: il cambiamento culturale dopo il femminicidio di Giulia

Un incontro a Mestre esplora l'impatto del caso Giulia Cecchettin sulla lotta alla violenza di genere, con testimonianze e analisi.

Il femminicidio di Giulia Cecchettin, avvenuto l’11 novembre 2026, ha lasciato un segno indelebile nella società italiana. La giovane di 22 anni di Vigonovo è diventata un simbolo della lotta contro la violenza di genere, un caso che ha scosso le coscienze e spinto a una riflessione profonda. Sabato 6 giugno 2026, l’auditorium del Museo M9 di Mestre ospiterà un incontro dedicato a questo tema, intitolato La violenza di genere: prima e dopo Giulia.

Organizzato dalla Scuola di giornalismo Dino Buzzati dell’Ordine dei giornalisti del Veneto, in collaborazione con il Museo M9, l’evento si propone di analizzare come il caso di Giulia abbia modificato l’atteggiamento della collettività verso la violenza di genere. Dalle 10 alle 13, esperti e testimoni si confronteranno su un tema che continua a essere di attualità.

Un dibattito necessario

L’incontro vedrà la partecipazione di Gino Cecchettinpadre di Giulia e presidente della Fondazione Cecchettin, nata per combattere la violenza di genere. Cecchettin, nel corso di un precedente evento, ha dichiarato: Per me esiste solo il dopo Giulia, perché prima avevo una vita normale. Il dopo l’ho vissuto da un punto di vista particolare: ho capito perché è successo e sono riuscito a placare la rabbia perché mi sono chiesto se potevo far tornare Giulia indietro, e la risposta è stata ‘no’.

Oltre a Cecchettin, interverranno la deputata Martina Semenzatopresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere, la giornalista Giusi Fasano del Corriere della Serae la pubblico ministero Daniela Moroni della Procura di Venezia. Il dibattito sarà condotto da Tiziano Graziottindirettore della scuola di giornalismo Dino Buzzati.

Il ruolo dei media e dell’educazione

Uno degli aspetti centrali del convegno sarà il ruolo dei media nel raccontare la violenza di genere. Giusi Fasano, che ha seguito numerosi casi di femminicidio, sottolinerà l’importanza di un linguaggio adeguato e rispettoso. Dobbiamo lavorare sull’educazione, è l’unica soluzioneha affermato Cecchettin, evidenziando come la matrice culturale sia alla base del problema.

Daniela Moroni, pubblico ministero, porterà la sua esperienza diretta con i casi di violenza di genere, offrendo un quadro dettagliato delle dinamiche giudiziarie e delle sfide che si incontrano nel contrastare questo fenomeno. La sua testimonianza sarà preziosa per comprendere le difficoltà e le possibili soluzioni.

Un cambiamento culturale

L’incontro di Mestre rappresenta un’opportunità per riflettere su come il caso di Giulia Cecchettin abbia contribuito a un cambiamento culturale. Se da un lato si è visto un leggero calo dei femminicidi, dall’altro è chiaro che la violenza di genere rimane un problema radicato. La Fondazione Cecchettin, con il suo comitato scientifico, sta lavorando per promuovere un’educazione che contrasti queste dinamiche.

L’evento è aperto al pubblico fino a esaurimento dei posti e si preannuncia come un momento di grande rilievo per chiunque sia interessato a questo tema. La partecipazione di esperti e testimoni diretti renderà il dibattito ricco e articolato, offrendo spunti di riflessione per tutti.