In Albania, una tempesta di proteste sta scuotendo il paese contro un ambizioso progetto di sviluppo turistico legato a Jared Kushner, genero dell’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il piano, che prevede un investimento di 5 miliardi di dollariha scatenato la rabbia di ambientalisti e cittadini preoccupati per l’impatto sull’ecosistema unico della regione.
Le manifestazioni, che si sono intensificate nel corso degli ultimi giorni, vedono la partecipazione di migliaia di persone, tra cui molti giovani e attivisti ambientali. La protesta non si limita alla capitale Tirana, ma si estende anche alle zone costiere del sud del paese, dove sono già iniziati i lavori preliminari del progetto.
Un progetto che divide l’Albania
Il megaprogetto, che include la costruzione di un lussuoso resort sull’isola di Sazan e nelle aree circostanti, è stato accolto con entusiasmo dal primo ministro Edi Rama, che lo vede come un’opportunità per trasformare l’Albania in una meta turistica di alto livello. Tuttavia, la mancanza di trasparenza e la fretta con cui sono stati concessi i permessi hanno alimentato sospetti e malcontento.
“Da inizio a fine, c’è stata una totale mancanza di trasparenza“, ha dichiarato Aleksandr Trajce, direttore esecutivo della Protection and Preservation of the Natural Environment in Albania (PPNEA). “Non abbiamo visto alcuna consultazione pubblica o documentazione riguardo ai permessie ora chiediamo che i lavori siano fermati e gli habitat ripristinati prima di qualsiasi ulteriore discussione.”
L’ambiente in pericolo
L’area interessata dal progetto è una delle più delicate del Mediterraneo, ospitando più di 200 specie di uccellitra cui fenicotteri e pelicani dalmata, oltre a essere uno degli ultimi rifugi del foca monaca del Mediterraneo. La costruzione di recinzioni e l’uso di macchinari pesanti hanno già causato danni irreversibili a dune antiche e foreste di pini mediterranei.
“Non abbiamo mai visto nulla di simile nelle nostre aree protette“, ha aggiunto Trajce. “Questo non è solo senza precedenti, ma rappresenta un crollo totale della legalità, senza considerazione per la società o per l’ambiente.”
Le reazioni del governo e degli investitori
Nonostante le proteste, il primo ministro Rama ha ribadito il suo sostegno al progetto, affermando che non ci sarà alcuna interruzione dei lavori finché sarà al potere. “Non c’è alcuna possibilità che l’investimento si fermi finché sarò qui“, ha dichiarato Rama, sottolineando l’importanza del progetto per l’economia del paese.
Dall’altra parte, Asher Abehsera, presidente di Sazan Real Estate Development LLCha dichiarato che il progetto procederà in modo responsabile, rispettando i processi istituzionali in corso. “Il nostro focus rimane sulla gestione responsabile, il miglioramento ambientale, la creazione di posti di lavoro e la creazione di valore a lungo termine per le comunità locali“, ha affermato Abehsera.
Le proteste continuano a crescere, con manifestanti che portano cartelli con fenicotteri rosa e richiedono la sospensione immediata dei lavori. La situazione rimane tesa, con la polizia che ha dovuto intervenire per mantenere l’ordine durante le manifestazioni.