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Modine porta in Italia Splendid Thing: il suo esordio alla regia

Modine porta in Italia Splendid Thing: il suo esordio alla regia

Matthew Modine arriva ai David di Donatello, esalta Cinecittà e conferma che dirigerà e scriverà un film in Italia intitolato Splendid Thing

Sul tappeto rosso dei David di Donatello l’attore americano Matthew Modine ha espresso la sua grande stima per l’Italia e per il suo patrimonio cinematografico, cogliendo l’occasione per annunciare un progetto personale. In mezzo ai ricostruiti scorci dell’antica Roma all’interno di Cinecittà, Modine ha raccontato la sua emozione nel percorrere quei corridoi e quei set che sono parte della storia del cinema contemporaneo, sottolineando come la visita gli abbia dato nuove idee per il lavoro che sta per iniziare.

L’attore, noto per ruoli in opere come Full Metal Jacket e la serie Stranger Things, si è dichiarato un appassionato del cinema italiano, citando maestri e registi che hanno segnato la settima arte. Dal suo punto di vista, molte pratiche e saperi tecnici sono nate in Italia, e titoli recenti come Io capitano gli sono apparsi particolarmente riusciti.

Al contempo ha svelato che, oltre a partecipare alla cerimonia, rimarrà nel paese per avviare la sua prima esperienza dietro la macchina da presa.

Un omaggio al cinema italiano e alle sue radici

Nella conversazione con la stampa Modine ha sottolineato come cineasti italiani abbiano modellato intere generazioni di autori e operatori.

Per lui nomi come De Sica, Fellini e Matteo Garrone non sono soltanto riferimenti biografici ma punti di partenza per comprendere tecniche e narrazioni contemporanee. Questo riconoscimento si è trasformato in una dichiarazione d’intenti: portare la propria esperienza internazionale a contatto con le tradizioni locali, cercando un dialogo produttivo tra sensibilità diverse e linguaggi consolidati.

Riflessioni e fonti di ispirazione

Modine ha poi spiegato che il suo apprezzamento non è retorico: visita i set, osserva modalità di lavoro e raccoglie suggestioni. Ha definito i luoghi di produzione come spazi di memoria dove il passato tecnico e artistico convive con le pratiche attuali. L’esperienza di camminare tra scenografie in scala reale gli ha fornito stimoli concreti per il progetto che sta iniziando, consolidando l’idea che il confronto diretto con i set storici possa arricchire la propria cifra autoriale.

Dal passato di attore al ruolo di regista: il progetto Splendid Thing

La notizia principale riguarda il film che Modine ha scritto e che dirigerà: si intitola Splendid Thing. L’attore ha annunciato che resterà in Italia fino a settembre per seguire le fasi di lavorazione, indicando una presenza prolungata sul territorio per supervisionare pre-produzione e riprese. Ha specificato che si tratta del suo primo lavoro come regista esordiente in cui intende mettere a frutto sia l’esperienza davanti alla cinepresa sia l’osservazione dei grandi registi che lo hanno ispirato.

Dettagli pratici e clima sul set

Anche se Modine non ha svelato dettagli narrativi, ha scherzato sul fatto di poter «rubare» qualche idea o accessorio mentre cammina tra i set, accennando in modo leggero al fascino degli ambienti di Cinecittà. L’annuncio contiene però elementi chiari: il progetto è autoriale, firmato dallo stesso Modine, e sarà realizzato con un approccio che privilegia il contatto con luoghi emblematici della produzione italiana. Questo tipo di lavoro spesso richiede collaborazioni con professionisti locali, tecnici e attori, creando così un laboratorio creativo misto tra esperienze internazionali e competenze nazionali.

Impatto e reazioni

L’arrivo di una figura internazionale come Modine nella scena italiana ha suscitato attenzione: da una parte per l’effetto mediatico legato all’annuncio, dall’altra per la possibilità di collaborazione culturale e professionale. Il suo elogio a opere contemporanee come Io capitano e il riconoscimento delle radici italiane del cinema contribuiscono a una narrazione positiva che mette in rilievo l’attrattiva del paese come luogo di produzione. Se il progetto andrà avanti come annunciato, potrebbe rappresentare un’opportunità per scambi tecnici e interpretativi tra operatori italiani e internazionali.

In chiusura Modine ha ricordato il legame personale con colleghi di lunga data, facendo riferimento all’amicizia con Mel Gibson e al film che li unì in passato, conosciuto in italiano come Fuga d’inverno (originale Mrs. Soffel). Quella memoria, insieme alla voglia di sperimentare come regista, sembra tracciare la strada del suo prossimo capitolo professionale: un’esperienza italiana che unisce nostalgie, ispirazione dai luoghi e la volontà di raccontare storie con uno sguardo rinnovato.