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Nadia Farès, l'attrice trovata priva di sensi in piscina: è morta a 57 anni

Nadia Farès, l'attrice trovata priva di sensi in piscina: è morta a 57 anni

L'attrice e modella Nadia Farès è stata trovata senza vita dopo un malore in una piscina parigina: una carriera internazionale, problemi di salute pregressi e un progetto da regista rimasto incompiuto

La notizia della morte di Nadia Farès ha sorpreso il mondo del cinema e della televisione. Secondo gli annunci delle figlie, Cylia e Shana Chasman, l’attrice è deceduta ieri dopo essere rimasta in coma per diversi giorni in seguito a un malore in una piscina parigina. Trasferita d’urgenza al Pitié-Salpêtrière, era stata ricoverata domenica dopo il recupero dall’acqua in un club privato situato in Rue Blanche, nel nono arrondissement.

Il percorso artistico e i ruoli più noti

Originaria di Marrakech e cresciuta a Nice, Farès si era trasferita a Parigi per seguire la carriera artistica. La sua filmografia, iniziata negli anni ’90, l’ha portata a lavorare con registi affermati come Alexandre Arcady, Claude Lelouch e Bernie Bonvoisin. In Italia è ricordata per la partecipazione a film come Poliziotti (1995) di Giulio Base, dove recitava accanto a Claudio Amendola e Kim Rossi Stuart, e per il contributo a produzioni di spessore internazionale.

Dal cinema alla televisione

Negli ultimi anni la sua presenza sul piccolo schermo non è mancata: tra i progetti più visibili c’è la serie Marseille e ruoli che hanno consolidato la sua immagine di attrice versatile. Con il tempo, la sua cifra artistica ha spaziato dal cinema d’autore al thriller, senza rinunciare a parti che richiedevano un forte impatto emotivo e fisico.

La salute e i sacrifici affrontati

Farès aveva parlato apertamente delle sue difficoltà mediche: nel 2007 si era sottoposta a un intervento al cervello per un aneurisma definito allora «piuttosto grande», una condizione che richiese un intervento urgente. Negli anni successivi, raccontò di aver subito tre interventi al cuore in quattro anni. Nonostante queste sfide, l’attrice manteneva una routine sportiva, dichiarando di nuotare regolarmente come forma di allenamento e benessere.

Resilienza personale e pratica sportiva

Per lei la pratica del nuoto rappresentava sia un strumento terapeutico sia una disciplina artistica: si allenava spesso con pinne e tavoletta, un’abitudine che rifletteva la sua determinazione a restare attiva malgrado le operazioni subite. Questa scelta di vita è oggi al centro delle riflessioni sulla dinamica dell’incidente che ha preceduto il ricovero.

Le circostanze del malore e l’inchiesta

I primi riscontri indicano che l’incidente sia avvenuto l’11 aprile in una grande vasca interna, dove l’attrice stava svolgendo esercizi acquatici. A notare la scena sono stati altri nuotatori che l’hanno riportata in superficie e hanno praticato le manovre di primo soccorso in attesa dell’arrivo dei sanitari. Trasferita poi in ospedale, era entrata in coma farmacologico per le cure intensive.

Il luogo e gli accertamenti

La piscina è collocata nel seminterrato di un club sportivo di lusso aperto nel 2018 all’interno di un hôtel particulier in stile Art Nouveau; si tratta di un ambiente progettato per il benessere, privo di luce naturale diretta, con una vasca di dimensioni importanti. La procura di Parigi ha aperto un fascicolo e ha precisato che, al momento, «nessun reato risulta accertato», mentre proseguono gli accertamenti per chiarire le dinamiche dell’episodio.

Progetti interrotti e il ricordo di una carriera in divenire

Al momento della tragedia, Farès stava preparando il suo primo lungometraggio come sceneggiatrice e regista, un progetto annunciato per le riprese a settembre in collaborazione con Tf1 Studios. In un’intervista di gennaio aveva raccontato di aver messo insieme una squadra pronta a lavorare su una commedia d’azione, un nuovo capitolo che avrebbe segnato la sua evoluzione artistica dietro la macchina da presa.

La scomparsa dell’attrice lascia un vuoto nella comunità artistica e tra il pubblico che l’ha seguita in Francia, in Italia e oltre. Nata nel 1968, con una carriera che ha saputo attraversare generi e mercati, Nadia Farès lascia due figlie e un’eredità fatta di ruoli intensi, coraggio personale e un progetto creativo rimasto incompiuto. Le indagini e le testimonianze dei testimoni offriranno nei prossimi giorni elementi in più per comprendere quanto accaduto.