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David di Donatello: dialogo al Quirinale tra Bisio, Mattarella e il ministro Giuli

David di Donatello: dialogo al Quirinale tra Bisio, Mattarella e il ministro Giuli

Un incontro informale al Quirinale tra battute di Claudio Bisio, l'intervento di Alessandro Giuli e il richiamo di Mattarella al valore del cinema

Il tradizionale incontro tra i candidati e i premiati dei David di Donatello e il Presidente della Repubblica si è svolto nel clima civile e informale che caratterizza la giornata di presentazione prima della cerimonia di premiazione, fissata per la sera successiva su Rai 1. La mattina del 5 maggio 2026 ha visto alternarsi battute, proposte pratiche e interventi istituzionali, con la presenza del ministro della Cultura e diverse produzioni in lizza per i riconoscimenti.

La scena è stata aperta dall’attore e conduttore Claudio Bisio, che ha scelto l’ironia per rompere il ghiaccio e contemporaneamente ha toccato temi concreti: dai film più nominati alle questioni di sistema che il settore italiano continua a sollevare. Accanto a lui, il Presidente Sergio Mattarella e il ministro Alessandro Giuli hanno posto l’accento sul valore culturale e occupazionale del cinema italiano.

L’apertura ironica di Claudio Bisio

Bisio ha iniziato con una battuta che richiamava il dibattito mediatico che ha coinvolto il regista Paolo Sorrentino e il suo film La grazia, candidato in numerose categorie. Pur scherzando sul cosiddetto “caso Minetti” e sulle indiscrezioni giornalistiche, l’attore ha evitato di trasformare l’incontro in un comizio politico: «Prometto che non dirò nulla sui tagli e sui criteri di assegnazione», ha spiegato con leggerezza.

Poi ha proposto, tra il serio e il faceto, una soluzione pratica: una legge che imponesse di tagliare dieci minuti a ogni film per evitare le critiche post-proiezione.

La proposta dei dieci minuti

La battuta sulla durata dei film ha preso la forma di una provocazione pragmatico-comica: secondo Bisio, l’abitudine dei produttori a sentenziare «avrebbe funzionato se fosse durato dieci minuti in meno» potrebbe essere eliminata dalla normativa. L’idea, pur essendo satirica, ha aperto uno spazio di riflessione sul rapporto tra arte, mercato e aspettative del pubblico senza entrare nei dettagli tecnici di produzione o montaggio.

Il ruolo delle istituzioni e le preoccupazioni del settore

All’incontro il ministro Alessandro Giuli ha ribadito la necessità di una riforma del sistema: «Ho ereditato un sistema labirintico», ha detto, invitando a maggiore trasparenza e rigore. Giuli ha parlato di abusi nel tax credit e di distorsioni che avrebbero provocato squilibri valutabili in oltre 1 miliardo di euro. Il ministro ha poi citato come simbolo di ingiustizia il documentario dedicato a Giulio Regeni, Tutto il male del mondo, ricordando che è inaccettabile non sostenere film che svolgono funzione civile e d’indagine.

Numeri e priorità

Nel quadro dei finanziamenti il dibattito ha richiamato cifre concrete: si è parlato dei 696 milioni stanziati per il 2026, dei 626 milioni dell’anno in corso dopo il reintegro e del passaggio, inizialmente previsto, a 606 milioni prima delle rettifiche. Mattarella ha letto con interesse il documento delle associazioni del settore e ha auspicato «dialogo e confronto aperto», ricordando che il cinema è anche lavoro per oltre 100 mila persone.

Risultati recenti e clima tra premi e applausi

Nonostante le tensioni, i dati di bilancio mostrano segnali positivi: il 2026 ha registrato un aumento del 32,7% negli incassi e del 33% nelle presenze, trend che si è confermato anche nel primo trimestre del 2026, in parte grazie a successi commerciali come Buen camino di Checco Zalone, che ha attirato oltre 9.537.000 spettatori. Tra i film in gara, Le città di pianura di Francesco Sossai guida con 16 candidature, seguito da La grazia con 14 e Le assaggiatrici con 13.

Riconoscimenti e personalità

Durante la mattina sono emerse anche le menzioni per personalità di rilievo: il direttore della fotografia Vittorio Storaro è stato annunciato tra i destinatari di un David speciale insieme a Gianni Amelio e Bruno Bozzetto. Piera Detassis, presidente dei David, ha invitato a «trasformare la protesta in dialogo» e a trovare regole condivise per il futuro del settore.

Reazioni a margine e momenti leggeri

Non sono mancati momenti di leggerezza: Bisio ha ricordato con ironia le riprese di Benvenuto Presidente svolte in parte nei luoghi istituzionali e ha scherzato sulle sue gaffes. Poco dopo, in diretta su RaiUno, Antonella Clerici ha replicato a una battuta su È sempre mezzogiorno sostenendo di non «incavolarsi» e sottolineando il rispetto per il Presidente Mattarella, aggiungendo un tocco di buone maniere alla mattinata.

La giornata al Quirinale ha quindi mescolato satira, richiami alla responsabilità pubblica e preoccupazioni concrete: un quadro che rimette al centro il dibattito su come sostenere il cinema nazionale senza rinunciare a trasparenza, tutela dei lavoratori e libertà artistica.