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Il gemello digitale del Tevere, tecnologie al servizio dell'ambiente

Roma, 5 mag. (askanews) – Strumenti ad alta tecnologia per mappare il corso del fiume Tevere con un programma sistematico di rilievi ad altissima precisione per creare un patrimonio informativo e dettagliato senza precedenti. Il progetto, illustrato nel corso del convegno ‘Governare la complessità – digitalizzazione e strategie integrate per la gestione del distretto geografico del fiume Tevere’ organizzato dall’Università La Sapienza, si inserisce nel programma di digitalizzazione del distretto portato avanti da AUBAC, Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale.

“Il Tevere è il terzo fiume italiano per lunghezza e il principale bacino idrografico dell’Italia centrale. Per noi governarlo significa sostanzialmente tre cose: La prima è curarne gli aspetti legati al rischio alluvionale. Il secondo riguarda la sua capacità di portare acqua, la terza riguarda poi l’inserimento nel territorio e quindi la possibilità di fruirne per tutti i cittadini.

Per fare questo stiamo lavorando su più fronti, chiaramente sfruttando tutte le leve tecnologiche a disposizione. Un Digital Twin di elevatissima precisione che ci consente di ricostruire interamente il modello del fiume in modo digitale, unire sensori che ci forniscono dati puntuali sui valori di temperatura dell’acqua, di quelli idrometrici, condizioni atmosferiche, inquinamento e quindi tenerlo monitorato lungo tutto il suo percorso fino addirittura a un progetto che è quello di arrivare a una balneabilità del Tevere”.

Il progetto è tra le esperienze più avanzate in Italia di applicazione delle tecnologie digitali a un grande corso d’acqua urbano al servizio di prevenzione, monitoraggio e pianificazione. “Il governo del territorio oggi anche di fronte al cambiamento del clima richiede strumenti nuovi di gestione di pianificazione. Bisogna tenere sotto controllo un’enorme quantità di dati. Noi questo lo stiamo facendo attraverso il gemello digitale del nostro distretto, un progetto che è partito tre anni fa e che racchiude tutte le informazioni che noi generiamo, ma anche quelle che ai nostri partner istituzionali piuttosto che imprese sul territorio ci forniscono. Il risultato è una replica digitale che ci consente di prevedere e anticipare le possibili criticità. Questo modello lo stiamo poi dettagliando in determinate aree, una di queste è proprio il Tevere, dove stiamo svolgendo rilievi di altissima precisione fatti con droni fatti con cani robot, fatti anche con strumentazione a terra e anche in alveo”.Una mole di dati a disposizione per progettare strategie ed eventualmente rimedi. “I risultati che adesso stiamo tirando fuori riguardano innanzitutto il comportamento della portata del Tevere lungo l’anno che nel tempo purtroppo ha cambiato il suo modo di essere e abbiamo un fiume molto più torrentizio che durante l’estate perde gran parte della sua portata e questo porta in foce delle conseguenze importanti la prima delle quali il cuneo salino, quindi abbiamo una risalita dal mare del sale che è arrivata quasi a 10 km dalla foce, quindi dalla dal mare e questo sta portando grandi problematiche sull’irrigazione dei campi quindi questi dati ci servono proprio per capire i comportamenti e mettere in campo azioni efficaci”.