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Nave Hondius e focolaio di hantavirus: Tenerife scelta per il rimpatrio e l'evacuazione coordinata

Nave Hondius e focolaio di hantavirus: Tenerife scelta per il rimpatrio e l'evacuazione coordinata

Il governo organizza il rimpatrio dei passeggeri della MV Hondius verso i loro paesi d'origine e trasferisce i cittadini spagnoli a Madrid per controlli e quarantena

La vicenda della nave da crociera MV Hondius ha sollevato preoccupazioni internazionali dopo l’individuazione di un focolaio di hantavirus a bordo. Il governo spagnolo ha annunciato che la nave raggiungerà Granadilla, a Tenerife, e che è stato predisposto un piano per l’evacuazione e il rimpatrio dei passeggeri: secondo le autorità, le operazioni di sgombero inizieranno l’11 maggio, con la supervisione dei ministeri competenti e il coinvolgimento della Commissione europea e dell’OMS.

Modalità e calendario dell’operazione

Le istituzioni centrali hanno spiegato che la scelta di Granadilla nasce dalla vicinanza a un aeroporto internazionale e dalla capacità logistica dell’arcipelago per gestire il trasferimento dei viaggiatori. L’operazione prevede che i passeggeri rimangano a bordo della nave fino all’arrivo dei loro voli; i paesi dell’UE si occuperanno del rimpatrio dei propri cittadini, mentre per i paesi extra-europei sono in corso piani coordinati con la Commissione europea e l’OMS.

Il governo ha inoltre chiarito che i passeggeri saranno valutati clinicamente prima dell’imbarco su voli di rientro e che i trasferimenti saranno eseguiti seguendo protocolli sanitari nazionali e internazionali.

Chi sarà trasferito e dove

Tra le misure previste, i quattordici cittadini spagnoli a bordo verranno trasferiti a Madrid e posti in quarantena presso l’ospedale militare Gómez Ulla per controlli e monitoraggio.

Alcuni passeggeri sintomatici sono già stati evacuati d’urgenza in diversi paesi: fonti europee e dell’ECDC hanno confermato l’uscita di tre casi sospetti verso strutture specializzate, mentre altri casi sono stati gestiti in Sudafrica e in Olanda. Le autorità hanno ribadito che, salvo impedimenti clinici, tutti gli altri passeggeri saranno rimpatriati ai loro 21 paesi d’origine tramite voli dedicati.

Indagine epidemiologica e profilo del virus

Le analisi di laboratorio hanno rilevato elementi che fanno riferimento al ceppo andino di hantavirus, una variante che, tra i 38 ceppi conosciuti, è l’unica ad essere stata associata a trasmissione interumana in passato. Proprio per questo esito, i test e il tracciamento dei contatti sono al centro delle indagini: team dell’OMS, dell’ECDC e laboratori nazionali collaborano per mappare la sequenza, valutare la contagiosità e definire le misure di contenimento più adeguate.

Origine sospetta e tracciamento

Secondo gli elementi raccolti dagli investigatori, l’ipotesi maggiormente seguita è che l’infezione possa essere iniziata durante un’escursione a terra della nave, con possibili contatti con roditori portatori del virus o ambienti contaminati. Sono inoltre in corso verifiche sui passeggeri sbarcati in porti intermedi: si è appreso che 23 persone erano sbarcate a Sant’Elena il 21 aprile e che alcuni sbarcati hanno successivamente manifestato sintomi o risultati di laboratorio positivi, complicando le attività di contact tracing e suscitando interrogativi sulla tempestività del tracciamento iniziale.

Reazioni politiche e incognite logistiche

La decisione di autorizzare l’attracco non è stata priva di tensioni: il presidente della Regione Canarie, Fernando Clavijo, aveva espresso forti riserve invocando la mancanza di informazioni tecniche, mentre il governo centrale ha rivendicato un costante confronto con le autorità regionali. Le critiche si sono concentrate anche sulla gestione iniziale del tracciamento e sui tempi con cui sono stati contattati gli sbarcati: per mitigare le tensioni, Madrid ha convocato riunioni interministeriali e ha assicurato che tutte le scelte verranno prese nel rispetto del diritto internazionale e dei protocolli sanitari.

Sul fronte internazionale, il direttore generale dell’OMS ha cercato di contenere l’allarme ricordando che la situazione è attentamente monitorata e non è equiparabile all’esordio di altre epidemie recenti, pur invitando gli stati a collaborare per garantire assistenza medica e repatrii sicuri. Le autorità sanitarie proseguono il lavoro di sorveglianza e comunicazione, mentre sul piano pratico permangono questioni logistiche da risolvere per assicurare che i voli di rimpatrio e i trasferimenti ospedalieri avvengano senza mettere a rischio le comunità di destinazione.