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Sorelline scomparse, ritrovate dopo 15 giorni: convalidati i fermi per madre, compagno e nonno

Sorelline scomparse, ritrovate dopo 15 giorni: convalidati i fermi per madre, compagno e nonno

Convalidati i fermi per madre, padre e compagno accusati del sequestro delle due sorelline scomparse e ritrovate a Formia dopo quindici giorni.

Si apre un nuovo capitolo nell’inchiesta sulla scomparsa delle due sorelline allontanate da una casa famiglia di Civitella Alfedena e ritrovate dopo quindici giorni a Formia. Il gip ha confermato i fermi per la madre, il nonno e il compagno della donna, accusati di sequestro di persona aggravato in concorso.

Le motivazioni della Procura e il ruolo della parente che ospitò le due sorelline minorenni

Riguardo alla zia Sofia, la parente della madre che avrebbe ospitato le due minori nella propria casa di Formia, il procuratore ha chiarito che non è stata arrestata per la sua età avanzata. D’Angelo ha spiegato che, se la donna fosse stata più giovane, sarebbe potuto scattare l’arresto in flagranza di reato.

La vicenda rimane ora sotto l’attenzione dell’autorità giudiziaria, dopo la conclusione degli interrogatori e la decisione sulle misure cautelari applicate ai tre indagati.

“Potrebbero rifarlo”. Sorelline ritrovate, convalidati i fermi per mamma, compagno e nonno

Sono stati confermati i provvedimenti di fermo nei confronti di Valentina D’Acunto, del padre Marco e del compagno della donna Vincenzo Esposito, accusati di sequestro di persona aggravato in concorso ai danni delle figlie della donna.

Le due sorelle erano scomparse per quindici giorni da una casa famiglia di Civitella Alfedena e sono state successivamente ritrovate a Formia, nell’abitazione di una lontana parente della madre.

La decisione è arrivata dal giudice per le indagini preliminari, che ha disposto per i tre indagati una misura cautelare meno restrittiva rispetto alla detenzione: l’obbligo di dimora nella provincia di Latina con obbligo di firma due volte al giorno presso la caserma dei carabinieri. I tre, quindi, lasceranno nelle prossime ore le celle dove erano detenuti e potranno fare ritorno alla loro abitazione.

Il procuratore di Sulmona Luciano D’Angelo ha spiegato che la Procura ha ritenuto sufficiente l’obbligo di dimora per impedire che gli indagati possano raggiungere il luogo in cui si trovano le ragazze e tentare di portarle via nuovamente. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’obiettivo della madre sarebbe stato quello di tornare in possesso delle figlie.

Gli interrogatori di garanzia si sono svolti al tribunale di Sulmona, davanti al gip, e hanno coinvolto tutti e tre gli indagati, che hanno risposto alle domande del giudice. Le audizioni sono iniziate intorno alle 9.30 e, al termine, il magistrato si è ritirato in camera di consiglio per valutare i provvedimenti. La decisione sulla convalida era attesa nel pomeriggio, comunque entro il termine previsto dalla legge, fissato alle 5.50 del giorno successivo.

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