Roma, 20 gen. (askanews) – “Noi abbiamo solo un sogno: continuare a fare prossimità”. È il sogno del progetto “Traiettorie Urbane”, selezionato da Con i bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile e cofinanziato da Fondazione EOS – Edison Orizzonte Sociale. Il progetto, in quattro anni, ha coinvolto ragazze e ragazzi dei quartieri Zisa, Noce, Danisinni, Sant’Erasmo e Kalsa di Palermo, offrendo nuove opportunità di crescita e spazi in cui sperimentare potenzialità e talenti.
“Tra le tante iniziative che il progetto ha messo in campo – spiega Cristina Alga, presidente dell’ecomuseo Mare Memoria Viva, tra i partner dell’iniziativa – c’è stato il sostegno all’apertura di nuovi spazi o al consolidamento di alcuni spazi esistenti che hanno sperimentato diverse pratiche di partecipazione giovanile. Penso alle attività svolte ai Cantieri Culturali alla Zisa, all’Ecomuseo Mare Memoria Viva, alla Fattoria sociale di Danisinni, a Booq, alla nascita di un centro aggregativo rivolto agli adolescenti all’interno del centro diaconale La Noce e alla nuova piccola new entry del Mandorlo a piazza Ingastone”.
“Il Mandorlo nasce dall’impegno di un gruppo di amici e volontari per creare degli spazi in cui i giovani possano sentirsi accolti”, approfondisce Giuseppe Vitrano, volontario dell’associazione “Il Mandorlo”.
In questi spazi, la scelta di lavorare sulle attitudini e sulle life and social skills degli adolescenti con attività creative, ideate e messe in atto dai ragazzi stessi, mira ad offrire occasioni di emancipazione da contesti difficili, rinforzando la fiducia in sé stessi e nel gruppo dei pari.
“Pensiamo che l’esistenza di questi spazi possa essere una eredità importante del progetto “Traiettorie Urbane” – conclude Cristina Alga – perché Palermo sconta ancora un problema grave di mancanza di spazi dedicati ma soprattutto autogestiti, auto-organizzati, dove i ragazzi e le ragazze possano sentirsi protagonisti, immaginare e realizzare i loro desideri. E quindi l’idea che adesso stiamo provando a portare avanti, che vogliamo fare crescere, è quella di mettere in rete questi spazi, di farli dialogare tra loro e di immaginarli come un unico centro aggregativo diffuso”.