La scena è sempre la stessa il celebre, il marciapiede più famoso del mondo, la Hollywood Walk of Fame, e una folla composta ma certamente emozionata. Franco Nero riceve la sua stella nella categoria Motion Pictures. L’iniziativa è della Hollywood Chamber of Commerce, che dal 1953 cura e promuove questo simbolo ormai mondiale dello spettacolo.
Quando Franco Nero diventa stella hollywood davanti alla Walk of Fame
Il riconoscimento per il celebre attore Franco Nero arriva nel cuore dell’undicesima edizione di Filming Italy – Los Angeles, fondato e diretto da Tiziana Rocca. Non un dettaglio. Anzi. Perché quella dedicata a Nero è la terza stella italiana sostenuta dalla rassegna, dopo Gina Lollobrigida nel 2018 e Giancarlo Giannini nel 2023… Un tris che ha un peso simbolico evidente. Italia e Hollywood, ancora intrecciate.
Visibilmente emozionato, e si vedeva, anche da lontano, Nero ha parlato di “un onore immenso”. Parole semplici? Sì e dirette. Ha spiegato che quella stella non è solo un traguardo personale, ma un tributo a tutti i professionisti incontrati in oltre sessant’anni di carriera. “Ho sempre creduto nella forza universale del cinema, capace di unire culture e generazioni diverse”, ha dichiarato durante la cerimonia. Ha ringraziato l’Italia, il ministero della Cultura, la senatrice Lucia Borgonzoni per il sostegno alla candidatura. E poi Tiziana Rocca, per averla promossa con determinazione. La dedica? Alla famiglia. E al pubblico internazionale che lo segue da decenni.
Rocca, dal canto suo, ha definito la stella “un’onorificenza davvero meritata”. Ha ricordato la collaborazione stabile tra il festival e la Hollywood Chamber of Commerce. Toni istituzionali, ma con una punta di orgoglio. Comprensibile.
Franco Nero stella hollywood: una carriera tra Django e Hollywood
Parlare di Franco Nero una stella di Hollywood significa inevitabilmente tornare indietro. Classe 1941, oltre 200 film all’attivo. Numeri importanti quelli che lo riguardano senza dubbio.
Il ministero della Cultura ha sostenuto con convinzione la candidatura. Lucia Borgonzoni ha parlato di un tributo a una carriera che ha lasciato “un segno indelebile nel cinema internazionale”. E i titoli scorrono, quasi da soli: Django di Sergio Corbucci, diventato iconico; Il giorno della civetta; Querelle de Brest di Rainer Werner Fassbinder; fino a Die Hard 2. Generi diversi. Epoche diverse. Pubblici diversi.
Alla cerimonia era presente anche il regista statunitense Julian Schnabel, che lo ha definito “un grande attore e filantropo”. Poche parole, ma nette. Senza dubbio di stima.
Nel corso della sua carriera l’attore Franco Nero ha lavorato con maestri come Luis Buñuel e Quentin Tarantino. Dal western all’italiana al cinema d’autore, dal teatro alla televisione. Sempre con quella presenza scenica riconoscibile.
E adesso il suo nome è inciso nel marmo di Hollywood, ebbene sì e ufficialmente. Un gesto simbolico, certo. Ma anche un segnale concreto. Per lui. Per il cinema italiano.