Il Venezuela è stato colpito da una tragedia senza precedenti. Due potenti scosse di terremoto, di magnitudo 7.2 e 7.5, hanno scosso il paese nella serata di ieri, causando una devastazione senza pari. La situazione è critica, con oltre 10.000 persone disperse e un bilancio provvisorio di 164 morti e quasi mille feriti.
La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha aggiornato il bilancio delle vittime, confermando la gravità della situazione.
“Abbiamo 32 morti e oltre 700 feriti in ospedale. Lo stato più colpito è La Guaira. Ci sono decine di edifici danneggiati. È una vera tragedia”, ha dichiarato Rodriguez.
La risposta internazionale alla catastrofe
La comunità internazionale ha risposto con solidarietà e supporto. Il ministro Antonio Tajani ha espresso la sua solidarietà e ha dichiarato: “Stiamo verificando se ci siano italiani intrappolati”.
Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ha stanziato 200 milioni di dollari per la ricostruzione, mentre il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha promesso una risposta “imponente, rapida ed efficace”.
Anche la Russia ha espresso le sue condoglianze, con il presidente Vladimir Putin che ha inviato un telegramma di solidarietà.
“Gentile signora Rodriguez, la prego di accettare le mie più sentite condoglianze per le tragiche conseguenze del devastante terremoto nel Venezuela nord-occidentale”, ha scritto Putin.
La situazione sul campo
Le scene di distruzione nella capitale Caracas sono terribili. Numerosi edifici sono crollati e l’interruzione delle reti telefoniche ostacola i soccorsi. L’aeroporto di Maiquetía è stato chiuso per gravi danni, e la metropolitana di Caracas e la ferrovia della Valles del Tuy sono state sospese come misura preventiva.
La presidente Rodriguez ha dichiarato lo stato di emergenza e ha invitato la popolazione a lasciare gli edifici. “Paese colpito duramente, dichiaro lo stato di emergenza”, ha affermato Rodriguez. Sono stati predisposti hotel e rifugi per coloro che hanno perso la casa o le cui abitazioni sono state minacciate dai continui terremoti.
Testimonianze dirette
Dora Gallo, rappresentante della comunità italiana a Caracas, ha descritto una città al buio, completamente senza luce. “È una città isolata, dove le comunicazioni sono state interrotte”, ha dichiarato Gallo. Anche il vescovo di Petare, mons. Juan Carlos Bravo, ha confermato i danni alle infrastrutture e il nervosismo tra la popolazione.
Le previsioni e le conseguenze
Secondo le stime preliminari dell’US Geological Survey (Usgs), le due potenti scosse di terremoto potrebbero aver causato tra i 10.000 e i 100.000 morti, con conseguenti ingenti perdite economiche. “E’ probabile un elevato numero di vittime e danni ingenti, e il disastro è probabilmente di vasta portata”, ha avvertito l’Usgs.
L’ex presidente Nicolas Maduro ha lanciato un appello all’unità nazionale, affermando che “in quest’ora difficile l’appello è all’unione nazionale, alla serenità e all’amore“. Maduro ha invocato “unità nazionale, serenità e amore concreto” per aiutare, proteggere, condividere, rialzare e ricostruire.
La situazione in Venezuela rimane critica, con squadre di soccorso provenienti da Messico, El Salvador e Repubblica Dominicana già in arrivo. La comunità internazionale continua a monitorare la situazione e a offrire supporto per affrontare questa tragedia senza precedenti.
