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Un uomo di 67 anni è stato investito da un autobus dell Amtab in Piazza Moro, a Bari, nei pressi della stazione centrale e del capolinea dei bus.
L’incidente è avvenuto venerdì 27 febbraio durante una manovra del mezzo.
Il personale del 118 ha soccorso il ferito e lo ha trasportato al Policlinico, dove è deceduto nella tarda serata.
La dinamica dell’incidente e i primi interventi
Secondo le ricostruzioni preliminari, l’autobus stava eseguendo una manovra di retromarcia quando il pedone è stato travolto. Subito dopo l’impatto l’autista si è fermato e, insieme ad altri colleghi presenti sul posto, ha prestato i primi soccorsi; è stato inoltre richiesto l’intervento del servizio di emergenza 118. Il personale sanitario ha soccorso sia la vittima sia l’autista, che ha ricevuto assistenza sul posto.
Le forze dell’ordine hanno avviato accertamenti per chiarire dinamica e responsabilità. Gli agenti della polizia locale e i tecnici del trasporto pubblico hanno effettuato rilevamenti e raccolto testimonianze. Restano in corso verifiche sui dispositivi di sicurezza del mezzo e sulle condizioni operative al momento dell’incidente.
Intervento della polizia locale
Nel prosieguo delle verifiche, agenti della polizia locale sono intervenuti per i rilievi e per regolare la viabilità in piazza Moro. Il veicolo coinvolto è stato sequestrato e le forze dell’ordine hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona. Le registrazioni saranno analizzate per ricostruire la dinamica dell’accaduto. Le operazioni di accertamento sono svolte sotto il coordinamento dell’Autorità giudiziaria.
La posizione dell’azienda e le misure adottate
Le operazioni di accertamento sono svolte sotto il coordinamento dell’Autorità giudiziaria. Amtab ha confermato che l’autista si è fermato immediatamente e ha collaborato con i soccorsi. In una nota l’azienda ha espresso cordoglio alla famiglia della vittima e ha dichiarato di garantire piena collaborazione alle autorità competenti per gli accertamenti. Amtab ha inoltre annunciato l’attivazione di misure di supporto per l’autista coinvolto, comprese tutele di carattere legale.
Sequestro del mezzo e acquisizione di prove
Il sequestro dell’autobus e l’acquisizione dei filmati di sorveglianza rappresentano passaggi chiave per la ricostruzione della dinamica. Gli agenti valuteranno posizioni, traiettorie e tempi per stabilire eventuali responsabilità. La testimonianza di presenti e di altri conducenti sarà integrata alle immagini e alle verifiche tecniche, compresi eventuali rilievi meccanici affidati a periti incaricati dall’Autorità giudiziaria.
Implicazioni e contesto locale
Le immagini e le verifiche tecniche saranno integrate con i rilievi meccanici disposti dall’Autorità giudiziaria. L’episodio riapre il tema della sicurezza nei pressi di aree ad alta affluenza, come i capolinea e le stazioni ferroviarie. In tali spazi le manovre dei mezzi e il flusso pedonale convivono in aree spesso ristrette. Ciò rende necessarie procedure operative rigorose, sistemi di sorveglianza adeguati e formazione specifica per il personale addetto alla guida. Inoltre, risultano indispensabili percorsi pedonali separati e segnali chiari per ridurre i conflitti tra veicoli e persone.
Richiami alla prevenzione e alle norme
Esperti di mobilità richiamano all’adozione di tecnologie di ausilio alla guida, quali sensori e telecamere posteriori, e di sistemi di alert in fase di manovra. I dati real-world evidenziano che tali dispositivi riducono l’incidenza di collisioni in aree urbane ad alta densità. Secondo la letteratura scientifica, campagne informative mirate possono migliorare i comportamenti dei pedoni nelle aree di manovra. Dal punto di vista dell’amministrazione locale, l’evento a Bari rappresenta un monito sul valore della sicurezza stradale in ambito urbano e sulla necessità di interventi coordinati tra gestori del trasporto, forze dell’ordine e enti locali.
Risonanza sull’opinione pubblica e precedenti
L’episodio ha suscitato immediato interesse nella comunità locale e nella stampa cittadina. L’attenzione resta tuttora concentrata sugli sviluppi delle indagini e sulla ricostruzione della dinamica. Tra i precedenti ricordati vi è il caso di Filippo Di Marzo, direttore del Circolo Canottieri Barion, rimasto vittima di un investimento sul lungomare.
Le autorità proseguiranno gli accertamenti per definire responsabilità e circumstanze. Le istituzioni locali e il gestore del trasporto hanno assicurato collaborazione e sostegno, dichiarando vicinanza alla famiglia della vittima e tutela del personale coinvolto. Dal punto di vista della sicurezza, la vicenda rilancia la necessità di interventi coordinati tra gestori, forze dell’ordine e enti locali; i rilievi tecnici e l’analisi delle registrazioni saranno integrati nei prossimi atti d’indagine.