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Trieste in lutto: trovata morta Donatella Malisa, era scomparsa dal 20 gennaio

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Dopo undici giorni di ricerche, Donatella Malisa è stata trovata morta. Le indagini sulle cause del decesso sono in corso.

Il corpo senza vita di Donatella Malisa, 43enne triestina scomparsa il 20 gennaio, è stato ritrovato in un dirupo lungo la Strada Napoleonica, vicino a Monte Grisa. Le autorità stanno ricostruendo le circostanze della sua morte, che dalle prime verifiche potrebbe essere riconducibile a un gesto estremo.

Trieste, ritrovata morta Donatella Malisa: era scomparsa dal 20 gennaio

A Trieste, nel pomeriggio di sabato 31 gennaio, è stato rinvenuto il corpo senza vita di Donatella Malisa, la 43enne scomparsa lo scorso 20 gennaio. Come riportato da Il Piccolo, la salma sarebbe stata individuata da un passante in un dirupo lungo la Strada Napoleonica, vicino al santuario di Monte Grisa, e l’allarme è stato subito lanciato alle autorità.

Le operazioni di recupero si sono rivelate particolarmente difficili a causa del terreno impervio: sul posto sono intervenuti Vigili del fuoco, Soccorso alpino, personale del 118, Polizia scientifica e volanti, insieme al medico legale. Nelle ultime ore, la Questura ha confermato ufficialmente l’identità della donna, e i familiari sono stati informati della tragedia.

Trieste, ritrovata morta Donatella Malisa: le prime ipotesi

Secondo le indiscrezioni della testata, le prime verifiche degli operatori non avrebbero rilevato segni di coinvolgimento di terzi, suggerendo che la morte possa essere stata causata da un gesto volontario. Il corpo era in condizioni compromesse per i traumi dovuti alla caduta e per il tempo trascorso dalla scomparsa, ma alcuni dettagli, come i vestiti, hanno consentito di identificarla rapidamente.

Donatella Malisa era nota ai servizi di salute mentale di Trieste e in passato aveva già fatto registrare episodi di sparizione. La Procura ha aperto un fascicolo e disporrà l’autopsia e il test tossicologico per determinare con precisione le circostanze del decesso.

Le ricerche, avviate immediatamente dopo la denuncia, avevano coinvolto diverse squadre regionali e la trasmissione “Chi l’ha visto?” aveva dato visibilità al caso, che purtroppo si è concluso tragicamente dopo undici giorni.