> > USA e Israele attaccano l’Iran, Trump conferma: "Khamenei è morto"

USA e Israele attaccano l’Iran, Trump conferma: "Khamenei è morto"

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Raid USA‑Israele in Iran, Trump conferma la morte di Khamenei e invita le forze iraniane alla cooperazione pacifica.

Le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump sulla morte della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei hanno acceso i riflettori su un passaggio potenzialmente decisivo per gli equilibri tra Washington, Teheran e Israele. In un clima già segnato da operazioni militari e forti contrapposizioni politiche, l’annuncio – non confermato ufficialmente dall’Iran – rischia di aprire una nuova fase di instabilità e ridefinizione degli assetti regionali.

USA e Israele colpiscono l’Iran, l’annuncio di Trump: “Khamenei è morto”

Donald Trump ha dichiarato pubblicamente che la Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, sarebbe morta, riprendendo indiscrezioni diffuse per ore da fonti e media israeliani e successivamente attribuite anche all’esercito di Israele, senza però una conferma ufficiale da parte di Teheran. Poco dopo le 22.30 (ora svizzera), il presidente americano ha scritto:

Khamenei, una delle persone più malvagie della storia, è morto. Questa non è solo giustizia per il popolo iraniano, ma per tutti i grandi americani e per quelle persone di molti Paesi in tutto il mondo che sono state uccise o mutilate da Khamenei e dalla sua banda di sanguinari criminali”.

In precedenza, parlando con NBC News, Trump aveva affermato: “Pare che la notizia della morte di Khamenei sia corretta”. Secondo quanto riportato da Axios, l’ambasciatore israeliano a Washington avrebbe informato gli Stati Uniti dell’uccisione dell’86enne ayatollah durante un attacco condotto nell’ambito di un’ampia operazione militare congiunta tra Israele e Stati Uniti.

Trump rivendica il successo degli attacchi in Iran e annuncia il proseguimento delle operazioni militari

Nel suo intervento, Trump ha sostenuto che “La maggior parte” dei vertici iraniani “se ne sono andate”, aggiungendo che gli attacchi compiuti sarebbero stati “un successo” e che “Abbiamo inflitto danni enormi. Ci vorranno anni per ricostruire”. Il presidente ha inoltre lanciato un appello alle forze di sicurezza iraniane: “Speriamo – ha aggiunto il presidente americano – che le Guardie rivoluzionarie e la polizia si uniscano pacificamente ai patrioti iraniani e lavorino insieme per riportare il Paese alla grandezza che merita”.

Parallelamente, ha chiarito che le operazioni non si fermeranno: “I bombardamenti pesanti e mirati continueranno, ininterrottamente per tutta la settimana o, per tutto il tempo necessario, a raggiungere il nostro obiettivo di pace in tutto il medio oriente e, in verità, nel mondo”. Un’affermazione che delinea la prosecuzione della strategia militare e lascia intravedere possibili ripercussioni sull’equilibrio regionale.