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Van Aert vince la Parigi-Roubaix 2026 davanti a Pogacar

Van Aert vince la Parigi-Roubaix 2026 davanti a Pogacar

van aert ha imposto la sua tattica e ha regolato Pogacar in uno sprint finale a Roubaix; Jasper Stuyven terzo, mentre Ganna e Van der Poel pagano le forature

La Parigi-Roubaix 2026 si è risolta in un finale al cardiopalma: dopo 258,3 chilometri sul celebre pavé delle Ardenne, Wout Van Aert ha tagliato il traguardo per primo, superando allo sprint il grande favorito Tadej Pogacar. La corsa, partita da Compiègne, ha confermato ancora una volta il valore tattico e fisico richiesto dalla Regina delle Classiche, con un epilogo che ha premiato intelligenza di squadra e lucidità nel velodromo di Roubaix.

La giornata è stata segnata da scelte strategiche e da episodi sfortunati: al terzo gradino del podio è salito il belga Jasper Stuyven, mentre corridori attesi al successo, come Filippo Ganna e il campione in carica Mathieu van der Poel, hanno dovuto fare i conti con ripetute forature che ne hanno compromesso la prestazione. Le condizioni meteorologiche, con basso rischio di pioggia e vento per lo più favorevole, hanno trasformato le pietre da minaccia scivolosa in un banco di sabbia e polvere dove si sono decise le sorti della gara.

La volata decisiva e la gestione della corsa

Nel finale, la corsa si è ridotta a una selezione di uomini forti e resistenti che hanno saputo interpretare i passaggi chiave. Van Aert ha condotto una prova dal punto di vista tattico perfetta: risparmiando energie nei momenti giusti, coprendo le mosse e presentandosi con lucidità per lo sprint conclusivo. Il duello con Pogacar si è consumato negli ultimi metri del velodromo, dove il belga ha avuto la meglio per centimetri, dimostrando come in una Monuments la tattica possa essere tanto decisiva quanto la forza fisica.

I protagonisti dello sprint

Lo sprint finale ha messo in evidenza atleti dalle caratteristiche diverse: il campione sloveno, noto per la versatilità, ha cercato di evitare un arrivo in volata controllando la fuga e tentando di staccare gli avversari sui tratti più duri di pavé. Van Aert, con la squadra Visma-Lease a Bike a supportarlo, ha invece giocato con pazienza e precisione. Sul podio ha trovato spazio anche Jasper Stuyven della Soudal-QuickStep, che ha sfruttato la propria resistenza per conquistare il terzo posto in una giornata altamente selettiva.

Le condizioni meteo e il percorso

Il meteo ha svolto un ruolo non trascurabile: le previsioni indicavano cielo parzialmente nuvoloso e un basso rischio di pioggia, con asfalto generalmente asciutto lungo i settori chiave. Queste condizioni hanno trasformato il classico pericolo delle pietre bagnate in un altro tipo di insidia: la polvere sollevata dai passaggi, che ha reso più impegnativo il controllo della bici e la visibilità in gruppo. Vento prevalentemente da sud-ovest si è mostrato favorevole alla direzione di gara, offrendo traiettorie meno imprevedibili negli ultimi chilometri.

Settori di pavé decisivi

Tra i tratti che hanno inciso maggiormente sulla selezione ci sono stati la Foresta d’Arenberg, il Mons-en-Pévèle e il Carrefour de l’Arbre: settori con passaggi tecnici, dove la pressione aumentava e scegliere la ruota giusta faceva la differenza. La partenza da Compiègne alle 11:05 ha dato inizio a una giornata in cui la gestione dei settori è risultata fondamentale, e la combinazione di forza, scaltrezza e fortuna ha stabilito il destino dei protagonisti.

Cadute, forature e corridori penalizzati

La corsa ha visto anche episodi sfortunati che hanno influenzato il risultato: Filippo Ganna, uomo dal potenziale esplosivo in pianura e con la capacità di tenere alte velocità, è stato costretto ad alzare bandiera bianca dopo una serie di forature che ne hanno cancellato ogni chance di rimonta. Simile sorte è toccata a Mathieu van der Poel, il quale partiva tra i favoriti in quanto campione uscente; le gomme non hanno retto e il tempo perso è stato fatale. Questi imprevisti hanno ricordato quanto la Parigi-Roubaix sia una corsa in cui la sorte gioca un ruolo significativo, accanto a preparazione e tattica.

Alla fine, la vittoria di Wout Van Aert aggiunge un capitolo prestigioso alla sua carriera e modifica la classifica morale di questa primavera ciclistica: il successo a Roubaix conferma che in una Monuments conta saper leggere la corsa, proteggere la bicicletta e avere il guizzo in volata quando tutto si decide in poche pedalate. La corsa lascia dietro di sé volti sorridenti e altri delusi, ma soprattutto la conferma che la Parigi-Roubaix resta una prova in cui ogni dettaglio può ribaltare le aspettative.