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Velando: come la velaterapia promuove autonomia e inclusione

Velando: come la velaterapia promuove autonomia e inclusione

Al PalaPellicone di Ostia si è concluso Velando, un percorso di velaterapia che ha coinvolto persone con disabilità e numerose realtà associative per promuovere autonomia e relazioni

L’evento conclusivo del progetto Velando si è svolto al PalaPellicone di Ostia, dove il Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli ha partecipato per salutare i partecipanti e ribadire il valore sociale dell’iniziativa. Nata per affiancare i percorsi di cura convenzionali, questa esperienza ha posto la vela al centro come strumento in grado di sostenere il benessere fisico e relazionale delle persone coinvolte.

La giornata ha unito istituzioni, federazioni sportive e associazioni del terzo settore, evidenziando come attività pratiche fuori dall’ambiente clinico possano favorire la crescita personale. Durante l’incontro è stato inoltre reso omaggio alla capacità del progetto di abbattere barriere culturali e offrire concrete occasioni di condivisione.

Una pratica con finalità terapeutiche e sociali

La formula adottata da Velando si basa sulla velaterapia, intesa come aggiunta ai percorsi riabilitativi tradizionali. In questo contesto la navigazione diventa un laboratorio di competenze: chi sale a bordo lavora su equilibrio, socialità e autostima in un ambiente che stimola sensazioni di libertà e controllo. Secondo il ministro, la vela aiuta a scoprire talenti e a rinsaldare fiducia, coinvolgendo persone con disabilità motorie, sensoriali, cognitive e patologie complesse.

Obiettivi e modalità operative

Il progetto ha puntato su obiettivi chiari: promuovere autonomia, favorire relazioni significative e valorizzare le abilità residue di ciascuno. Le attività in acqua sono state condotte da team qualificati composti da istruttori, skipper e operatori, che hanno adattato le esercitazioni alle diverse esigenze. La presenza di imbarcazioni accessibili e protocolli dedicati ha permesso di trasformare l’esperienza marina in un percorso strutturato e sicuro.

Rete di partner e ruolo delle federazioni

Dietro Velando c’è una rete ampia: la Lega Navale Italiana e la Federazione Italiana Vela hanno coordinato l’attività con il sostegno del Ministero per le Disabilità. Anche la FIJLKAM ha partecipato all’evento ospitante e ha annunciato iniziative analoghe per la promozione dell’inclusione nelle discipline federali. Il progetto ha coinvolto inoltre enti sanitari e associazioni come Anffas, Ail, Aism, Uci e altre realtà del terzo settore, costruendo un ponte tra mondo sportivo e sanitario.

Saluti e gesti simbolici

All’arrivo il ministro è stata accolta da rappresentanti della federazione, con un saluto rivolto anche alla Nazionale di Parakarate della FIJLKAM in partenza per gli Europei. Questo momento ha sottolineato il legame tra sport agonistico e attività inclusive: entrambi contribuiscono a dare visibilità e dignità alle persone con disabilità.

Imbarcazioni recuperate e diffusione sul territorio

Una caratteristica distintiva di Velando è stata l’impiego delle cosiddette Barche della legalità, beni confiscati alla criminalità e riconvertiti a fini sociali. Tra le unità utilizzate figura l’imbarcazione Our Dream e la barca Eros, intitolata a Piersanti Mattarella, che sono diventate simboli di memoria civica e inclusione, oltre a strumenti pratici per le attività in acqua.

Il progetto si è sviluppato in più tappe: le iniziative hanno toccato numerose località, arrivando a interessare 27 città italiane secondo alcune fonti. Sui numeri complessivi, le ricostruzioni variano: in alcune fasi sono stati segnalati circa 300 utenti coinvolti, mentre altri resoconti parlano di oltre 600 partecipanti complessivi, a seconda delle rilevazioni e dei periodi considerati. In ogni caso, l’impatto è stato amplificato da un ampio staff: centinaia di istruttori, skipper e operatori hanno assicurato supporto tecnico e umano.

Il bilancio presentato dal progetto mostra come la combinazione tra recupero di beni, competenze federali e lavoro delle associazioni possa tradursi in opportunità concreti per le persone con disabilità. Per il ministro, solo «lavorando insieme» si possono moltiplicare occasioni di partecipazione e benessere collettivo.