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Venezuela, l’attacco di Trump e l’appello dell’Ue: “Rispettare diritto internazionale e Carta Onu”

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L’UE monitora l’attacco di Trump in Venezuela e, pur ribadendo la non legittimità di Maduro, chiede di evitare escalation e rispettare regole Onu.

Dopo l’attacco annunciato dall’amministrazione Trump contro il Venezuela, la crisi entra in una fase di massima allerta diplomatica. L’UE interviene con un appello alla moderazione, chiedendo il rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, mentre cresce il confronto politico e giuridico sulla legittimità dell’azione statunitense.

Venezuela, dopo l’attacco di Trump l’appello dell’Ue: “Rispettare diritto internazionale e Carta Onu”

La crisi venezuelana entra in una fase decisiva, sospesa tra l’uso della forza e il tentativo di riportare il confronto sul terreno della politica estera. Da Bruxelles arriva una linea chiara: l’Unione europea non riconosce Nicolás Maduro come legittimo presidente e continua a sostenere una soluzione pacifica.

Dopo un confronto con il Segretario di Stato Usa Marco Rubio, l’Alta rappresentante Kaja Kallas ha ribadito che l’Ue “ha difeso una transizione pacifica” e che, in ogni scenario, “i principi del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite devono essere rispettati”.

Sullo sfondo resta la preoccupazione per l’incolumità degli europei nel Paese, indicata come “la nostra massima priorità”, mentre Bruxelles osserva con attenzione l’evolversi di una situazione definita estremamente instabile.

L’appello dell’Ue dopo l’attacco in Venezuela: scontro diplomatico e reazioni globali

A Caracas, la lettura degli eventi è opposta. Il ministro degli Esteri Yván Gil Pinto ha accusato Washington di un “attacco vile”, respingendo l’idea di un’azione di liberazione e denunciando invece una violazione diretta della sovranità nazionale. Da qui la richiesta formale di una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dove il nodo centrale resta il divieto dell’uso della forza sancito dalla Carta Onu.

La condanna dell’operazione americana si è estesa rapidamente: Mosca parla di “aggressione armata”, Teheran di “aggressione illegale”, mentre Cuba denuncia un “attacco criminale”. Altri Paesi, come Messico e Colombia, sollecitano un intervento multilaterale e richiamano esplicitamente l’articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite.

In Europa, Spagna e Germania invocano “descalation e moderazione”, mentre la Commissione Ue ribadisce di essere “al fianco del popolo venezuelano” per una transizione “pacifica e democratica”. Il confronto si sposta così al Palazzo di Vetro, dove la diplomazia internazionale è chiamata a misurarsi con equilibri politici complessi e con il rischio che la forza prevalga sulle regole condivise.