In vista del vertice della Nato ad Ankara, in programma il 7 e 8 luglio il governo italiano ha svolto un incontro a Palazzo Chigi per fare il punto sui dossier chiave che saranno trattati al summit. La riunione, presieduta da giorgia meloni con la partecipazione di Antonio TajaniGuido Crosetto e Giancarlo Giorgetti ha approfondito le questioni legate alle spese militari al possibile accesso al meccanismo Safe per i prestiti alla difesa e ai temi di sicurezza collegati al sostegno per l’Ucraina.
Impegno italiano sulla spesa per la difesa e dettagli numerici
Durante il confronto il governo ha ribadito che l’Italia porterà al vertice la cifra del 2,8% del Pil destinata alla difesa, con un aumento indicato nello 0,71%. Il dato sarà parte del pacchetto proposto da Roma per rafforzare il cosiddetto pilastro europeo dell’Alleanza Atlantica e rispondere alle preoccupazioni degli alleati sugli obiettivi condivisi.
L’impegno è stato descritto come necessario per «proteggere la libertà e la sicurezza dei cittadini», una formulazione ripresa nei commenti ufficiali del ministro degli Esteri alla Camera.
Il Safe e i prestiti per gli investimenti in difesa
Sul tavolo è rimasto invece il tema del Safe il meccanismo che consente l’accesso a prestiti per gli investimenti nel settore militare: il governo mantiene riserbo sulle decisioni definitive riguardo all’eventuale adesione e alla misura degli eventuali finanziamenti.
La valutazione è in corso e dovrà considerare impatti finanziari e vincoli di bilancio prima di ogni impegno formale a livello internazionale.
Il capitolo Ucraina: smentite e posizione italiana
Nel corso degli ultimi giorni sono emerse ricostruzioni sui contenuti della dichiarazione finale del vertice, in particolare sul tema degli impegni finanziari verso Kiev. Palazzo Chigi ha negato che l’Italia abbia rinunciato al sostegno a lungo termine e ha confermato che non è mai stata opposta opposizione allo stanziamento dei 70 miliardi destinati all’Ucraina. La discussione, secondo quanto precisato, ha riguardato esclusivamente la formulazione del testo finale, con l’obiettivo di non precludere possibili prospettive di negoziato per riportare la Russia al tavolo diplomatico.
Coordinamento europeo e dichiarazioni da Berlino
Il tema è stato dibattuto anche nella riunione degli E5 a Berlino, dove è stata ribadita la volontà di inviare da Ankara «un forte segnale di sostegno all’Ucraina» accompagnato da un «forte finanziamento». Il consolidamento della sicurezza continentale figura tra i punti chiave del summit, e l’Italia contribuirà anche sul piano operativo: nelle prossime ore sarà schierata in Turchia una batteria Samp-T fornita dall’Italia per la protezione dell’evento.
Rapporti con gli Stati Uniti: voli, autorizzazioni e trasparenza
Un altro nodo affrontato riguarda i rapporti con Washington, sollevati dalle discussioni sui voli Usa decollati dalle basi italiane. Il governo ha respinto ipotesi di operazioni cinetiche contro il territorio iraniano partite dalle basi italiane, definendo tali notizie non corrispondenti alla realtà. Il ministro della Difesa si è dichiarato disponibile a fornire al Copasir i tabulati dei voli autorizzati, evidenziando i numeri relativi al periodo dal 28 febbraio al 23 giugno518 autorizzati in quell’intervallo, a confronto con 722 nel 2019, 450 nel 2026, 457 nel 2026 e 560 nel 2026.
Dialogo multilaterale e incontri bilaterali
Nel corso del vertice la presidente del Consiglio potrebbe incontrare leader internazionali, incluso un possibile faccia a faccia con Donald Trump dopo lo scambio di posizioni seguito al G7. A Ankara è atteso anche il segretario generale della Nato Mark Rutte e il programma prevede discussioni volte a chiarire le questioni aperte nei rapporti tra Roma e alleati esterni, con particolare attenzione alle garanzie di sicurezza e alla gestione delle autorizzazioni militari.
Il quadro emerso dalla riunione di Palazzo Chigi è quello di un governo che intende presentarsi compatto al summit, confermando impegni concreti sulla spesa per la difesa, ribadendo il sostegno a Kiev attraverso strumenti finanziari già discussi e garantendo trasparenza sulle attività congiunte con partner come gli Stati Uniti. Nei prossimi giorni si capirà se e come si concretizzeranno gli incontri bilaterali previsti e quale sarà la versione finale della dichiarazione di Ankara.
