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“Easy living”, amicizia oltre i confini dei cosmopoliti Miyakawa

Roma, 17 set. (askanews) – Sono due fratelli, di 28 e 25 anni, cosmopoliti e pieni di talento Orso e Peter Miyakawa, italiani, cresciuti tra Torino, Tokyo e Milano. Il loro primo film, “Easy living”, che arriverà nei cinema il 24 settembre, tocca in modo lieve, ironico e poetico, un tema caldo come quello dell’immigrazione clandestina. Protagonisti sono un ragazzino di quattordici anni, la sorellastra, che contrabbanda medicine sulla frontiera italo-francese, e un bizzarro maestro di tennis. Sono tutti a Ventimiglia quando le loro vite vengono scombussolate dall’incontro con un migrante clandestino che cerca di passare il confine con la Francia.

“Abbiamo passato tutte le estati lì, tra Ventimiglia e Mentone, poi, andando a studiare in America, quindi passato un paio d’anni di distacco, abbiamo visto il cambiamento che c’è stato tra quando eravamo piccoli, perché quella frontiera era arruginita e praticamente inutilizzata, che di colpo dopo il 2015 si è trasformata in un luogo di blocco, di militari, di attese, di speranze di tantissime persone”.

Quel confine è diventato anche un luogo di drammi per tutti coloro che tentavano di inseguire un sogno e hanno fallito. Per i fratelli Miyakawa la parola confine dovrebbe avere un significato molto più fluido.

“Avendo avuto la fortuna di girare un po’ il mondo e vedere la propria realtà d’origine dall’esterno, ti fa capire quanto in realtà i confini siano di fatto astratti, cioè siano delle idee alla fine. che però sono facilmente abbattibili attraverso l’empatia, soprattutto”.

I quattro protagonisti, infatti, hanno provenienze e storie diverse ma entrano profondamente in comunicazione tra loro. Personaggi lontani dagli stereotipi, raccontati con naturalezza da due coetanei.

“L’idea di fare una commedia per trattare un tema così drammatico è nata proprio per cercare più empatia, di far vedere un lato più umano, più intimo, in cui ci si concentrasse sui lati più semplici dell’umanità, l’amicizia, per dire”.

Ora i fratelli Miyakawa, che nella loro infanzia hanno ricordi del nonno amico di Akira Kurosawa, hanno deciso di restare in Italia per continuare la loro carriera e hanno due nuovi progetti top secret in ballo. Alla domanda quale siano i loro registi di riferimento, rispondono:

“Sono sicuramente la nouvelle vague, i film di Truffaut, che vediamo da quando siamo piccoli, e tanto anche della new Hollywood dei film anni Settanta americani. Poi, paradossalmente, andando a studiare in America, siamo diventati più fan del cinema italiano di quegli anni.

Scola è diventato uno dei nostri registi preferiti solo dopo che siamo andati all’estero, ed è stato anche uno dei motivi per cui noi abbiamo deciso che per noi sarebbe stato importante rimanere a fare cinema in Italia e non all’estero”.

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