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11 settembre 2001, 25 anni dopo: memoria, commemorazioni e nuove sfide

11 settembre 2001, 25 anni dopo: memoria, commemorazioni e nuove sfide

A 25 anni dall’attentato dell’11 settembre, l'America ricordano le vittime nei luoghi della strage, mentre riemergono questioni legate alla sicurezza.

A 25 anni dall’attentato dell’11 settembre 2001, gli Stati Uniti tornano a ricordare le quasi 3mila vittime di una tragedia che ha segnato la storia contemporanea. Cerimonie a Ground Zero, al Pentagono e a Shanksville, mentre da tutto il mondo arrivano messaggi di commemorazione e nuovi richiami alla lotta contro il terrorismo.

11 settembre 2001, 25 anni dopo: gli Stati Uniti ricordano le vittime dell’attentato

Venticinque anni dopo l’11 settembre 2001, gli Stati Uniti tornano a ricordare una delle giornate che hanno cambiato profondamente la storia contemporanea. Le immagini degli aerei dirottati, del fumo su Manhattan e del crollo delle Torri Gemelle restano ancora oggi impresse nella memoria collettiva. Gli attentati organizzati da Al Qaeda sotto la guida di Osama Bin Laden provocarono 2.977 vittime e segnarono l’inizio di una nuova fase nella politica internazionale, caratterizzata dalla guerra al terrorismo e da un rafforzamento delle misure di sicurezza in tutto l’Occidente.

Per il 25esimo anniversario, le principali commemorazioni si svolgono nei tre luoghi simbolo della strage: Ground Zero a New York, il Pentagono ad Arlington e Shanksville, in Pennsylvania. Donald Trump partecipa alla cerimonia al National 9/11 Pentagon Memorial, dedicato alle 184 persone morte nell’attacco contro il quartier generale della Difesa, mentre il vicepresidente JD Vance rappresenta la Casa Bianca a Manhattan insieme al sindaco Zohran Mamdani.

A Ground Zero sono attesi anche Joe Biden, Barack Obama, George W. Bush e Bill Clinton, oltre a Hillary Clinton. Come ogni anno, i familiari leggono i nomi delle vittime e diversi momenti di silenzio scandiscono le ore degli attacchi e del crollo delle Torri. Un ulteriore momento di raccoglimento viene dedicato alle persone morte negli anni successivi a causa di tumori e altre patologie legate all’esposizione alle sostanze tossiche di Ground Zero. Trump aveva già aperto le commemorazioni alla Casa Bianca, dove ha conferito postuma la Presidential Medal of Freedom a Welles Crowther, il volontario conosciuto come “l’uomo con la bandana rossa”, morto dopo aver aiutato a salvare diverse persone nella Torre Sud. A Shanksville vengono invece ricordati i 40 passeggeri e membri dell’equipaggio del volo United 93, precipitato in Pennsylvania dopo la rivolta contro i dirottatori. In serata, il tradizionale “Tribute in Light” illumina il cielo di Manhattan con due fasci luminosi in memoria delle Torri Gemelle.

Dall’aria tossica di Ground Zero agli appelli contro il terrorismo: la situazione dopo l’11 settembre 2001

A un quarto di secolo dagli attentati, l’anniversario riporta al centro anche le conseguenze sanitarie che continuano a colpire soccorritori e residenti di Lower Manhattan. Alla vigilia delle celebrazioni, il sindaco Zohran Mamdani ha annunciato la pubblicazione di oltre 170mila pagine di documenti comunali sulle informazioni possedute dalle precedenti amministrazioni riguardo alla qualità dell’aria e alla presenza di sostanze nocive dopo il crollo delle Torri. Le carte hanno suscitato rabbia tra i vigili del fuoco, molti dei quali hanno sviluppato gravi patologie negli anni successivi.

Il ricordo dell’11 settembre attraversa anche l’Europa e le istituzioni internazionali. Al Consolato italiano di New York viene presentato un progetto dedicato alle 411 vittime di origine italiana e italo-americana, con nomi, fotografie e storie ricostruite attraverso registri e fonti ufficiali. In Italia, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sottolineato che Quanto accaduto l’11 settembre 2001 deve continuare a essere un monito a combattere il terrorismo in tutte le sue forme, aggiungendo che non bisogna mai abbassare la guardia.

Anche Hillary Clinton ha richiamato l’attenzione sul rischio di nuove minacce, affermando: La minaccia non è scomparsa, si è ridotta, ma è ancora presente. Un messaggio è arrivato anche dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha ricordato come “L’11 settembre di 25 anni fa, il mondo si è fermato” e ha sottolineato il ruolo delle alleanze occidentali dopo gli attentati. L’Europa ha capito immediatamente da che parte stare. Ci siamo schierati con l’America, ha dichiarato, ricordando che per la prima e unica volta nella sua storia la Nato invocò l’articolo 5.

A venticinque anni dagli attentati, l’11 settembre continua a rappresentare non solo una ferita nella memoria collettiva, ma anche un evento che ha profondamente trasformato la politica internazionale e le strategie di sicurezza globali.

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